Balneari: "Tarquinia applica la legge 145, ora abbiamo 15 anni per rilanciare la crescita turistica"
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TARQUINIA - "L'applicazione della legge 145/2018 da parte di Alessandro Giulivi, Sindaco di Tarquinia, era, certamente, un atto dovuto - dichiara Marzia Marzioli, vicepresidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari Lazio aderente a FIPE/Confcommercio.

TARQUINIA – “L’applicazione della legge 145/2018 da parte di Alessandro Giulivi, Sindaco di Tarquinia, era, certamente, un atto dovuto – dichiara Marzia Marzioli, vicepresidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari Lazio aderente a FIPE/Confcommercio.

“Abbiamo apprezzato il fatto di averci ascoltato – continua Marzioli – per la nostra categoria è un traguardo importante che Tarquinia sia stato il primo dei Comuni costieri del Lazio a dare esecuzione alla legge, anche in virtù del fatto che l’Amministrazione ritiene il turismo balneare fondamentale per l’intero territorio. Ora abbiamo 15 anni per migliorare le nostre attività turistiche, aiutare l’economia locale a crescere, dando un fattivo contributo ad aumentare presenze e, soprattutto, posti di lavoro. Siamo pronti a fare la nostra parte”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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