Bagnoregio ricorda il 120esimo anniversario della nascita di Bonaventura Tecchi
Civita Bagnoregio
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Una giornata di ricordo del celebre saggista e narratore originario di Bagnoregio, colui che per primo definì la sua Civita "la città che muore"

Bagnoregio ricorda il suo illustre compaesano, Bonaventura Tecchi, a 120 anni dalla sua nascita. Famoso saggista e narratore bagnorese, è nato l’11 febbraio 1896 e durante questa ricorrenza il Centro di Studio intende ricordarne l’anniversario dalla nascita con la manifestazione “Bonaventura Tecchi e la letteratura europea” che si terrà, domani alle 16.30, all’Auditorium V. Taborra di Bagnoregio.

“Siamo molto orgogliosi – ha commentato il sindaco Francesco Bigiotti – di ricordare la nascita del nostro illustre concittadino Bonaventura Tecchi. L’amore per Bagnoregio, e in particolare per Civita, traspare in tutti i suoi racconti; la città che muore, come lui stesso la definì, è stata per tutta la sua vita l’unica casa in cui tornare per scrivere e terminare le sue opere. Ringrazio la fondazione Carivit, nella persona del presidente Mario Brutti, per aver contribuito all’organizzazione dell’evento e Giulio Onori, presidente dell’Associazione Agorà, ideatore dell’iniziativa”.

Alla manifestazione interverranno la professoressa Francesca Petrocchi e la dottoressa Adelaide Ranucci (che si è laureata con una tesi su “Bonaventura Tecchi e la grande guerra”). L’appuntamento è quindi per domani, 13 febbraio, all’auditorium Taborra in piazza Sant’Agostino a Bagnoregio.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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