Bagnoregio ed Esterzili rafforzano il legame con un murale
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L'opera vibrante di Mascia raffigura gli emigranti sardi, ritratti come custodi di una cultura ricca e fiorente, lontana dalla loro isola natale.

BAGNOREGIO – Lo spirito di fratellanza tra Bagnoregio ed Esterzili, in Sardegna, ha continuato a prosperare oggi, culminando
nell’emozionante inaugurazione di un murale commemorativo in Piazza Esterzili, momento culminante delle celebrazioni del gemellaggio in corso.

L’evento ha fatto seguito a una “storica” cena comunitaria che ha riunito centinaia di persone, consolidando il profondo legame tra le due comunità. Prima dell’inaugurazione ufficiale dell’opera, il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, ha aperto la cerimonia con un ricordo della cena dell’unità della sera precedente. “Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla cena del gemellaggio di ieri sera”, ha dichiarato Profili, sottolineando la presenza di circa 600 persone. “È stata una serata storica, andata bene nonostante mille difficoltà, tra cui il maltempo. È stata una delle serate più belle, non solo da quando sono sindaco, ma da quando sono bagnorese”.

Profili ha sottolineato che il successo di questi grandi eventi nasce dalla “collaborazione tra numerose associazioni e cittadini”, rivolgendo un ringraziamento speciale alla famiglia Corrias per aver fornito risorse fondamentali per la riuscita della celebrazione. I festeggiamenti affondano le radici nella storia comune delle famiglie sarde emigrate a Bagnoregio in cerca di lavoro e di un nuovo futuro, una narrazione che ha affascinato i partecipanti.

L’emozione ha continuato a salire mentre Renato Melis, sindaco di Esterzili, parlava dell’autore del murale, Franco Mascia. “Ho apprezzato la sensibilità e l’emozione che mi ha trasmesso fin dal nostro primo incontro”, ha detto Melis riferendosi a Mascia. “Questo è il regalo più bello che possiate farci, oltre all’opera d’arte che rimarrà nei cuori delle persone”.

La cerimonia è proseguita con Giulia Corrias, la cui voce era chiaramente carica di emozione, che ha presentato l’artista, Franco Mascia. Visibilmente commosso, Mascia ha condiviso la sua ispirazione: “Mi hanno raccontato una storia, una bellissima storia, e mi hanno chiesto di raccontarla con i miei colori. Inizia come una tragedia, il distacco significativo dalla Sardegna, il dubbio su dove andare e cosa trovare. Ma hanno trovato amore e fratellanza, a dimostrazione che sotto questo cielo, se ci vogliamo bene, possiamo convivere. Ho avuto il grande
onore di rappresentarla.”

L’opera vibrante di Mascia raffigura gli emigranti sardi, ritratti come custodi di una cultura ricca e fiorente, lontana dalla loro isola natale. Questa toccante rappresentazione sottolinea il profondo legame tra due comunità che, seppur distanti geograficamente, sono profondamente legate dalla storia e dall’esperienza condivisa.

Dopo i discorsi, Don Marco Petrella ha benedetto il murale appena inaugurato, segnando un solenne momento di riflessione. Piazza Esterzili si è poi animata con le gioiose note dei canti tradizionali sardi, e la serata si è poi prolungata in un banchetto condiviso, con una speciale porchetta, che ha riunito tutti i presenti per festeggiare.

Le profonde emozioni e gli eventi significativi vissuti durante queste giornate di gemellaggio saranno raccolti in uno speciale articolo “Inside”, che sarà presto pubblicato su La Fune, preservando il ricordo di questa indimenticabile celebrazione di tradizione e unità per gli anni a venire.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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