Bagnoregio diventa paese cardioprotetto. I totem rendono possibile anche la sorveglianza del territorio Bigiotti: “Centrato altro obiettivo importante per la crescita”
Bigiotti foto
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Bagnoregio è un paese cardioprotetto. Nei prossimi giorni saranno installati sei totem di cardioprotezione in punti sensibili del territorio, quelli di maggiore afflusso turistico o comunque significativi per i residenti.

Bagnoregio è un paese cardioprotetto. Nei prossimi giorni saranno installati sei totem di cardioprotezione in punti sensibili del territorio, quelli di maggiore afflusso turistico o comunque significativi per i residenti.

Un ulteriore passo verso la costruzione di una città all’avanguardia, reso possibile dagli incassi dell’ultimo Presepe Vivente. Un’iniziativa che ha visto andare a braccetto e lavorare in sinergia il Comune ed il Comitato della Croce Rossa di Bagnoregio e Lubriano.

“Per il terzo anno consecutivo centriamo obiettivi importanti per la crescita del nostro territorio. Due anni fa riuscimmo ad acquistare un’ambulanza da mettere a disposizione di tutta la Teverina. Lo scorso anno un mezzo speciale per il trasporto dei disabili a Civita. Quest’anno, grazie all’impegno della Croce Rossa e del presidente Stefano Bizzarri, centriamo un obiettivo doppio: rendere Bagnoregio un luogo cardioprotetto e mettere in piedi un magazzino di ausili sanitari a disposizione dei nostri cittadini. Al tempo stesso i totem contribuiranno, grazie alle telecamere all’interno, ad aumentare il controllo e quindi la sicurezza del paese. Ricercare la qualità è importante per noi di Bagnoregio ma è anche un segnale di ottimismo che stiamo lanciando sulla Tuscia”. Queste le parole del sindaco Francesco Bigiotti.

Ogni totem contiene al suo interno un defibrillatore, una pulsantiera per chiamare i numeri di emergenza e poi c’è un altro aspetto importante per la sorveglianza del territorio. Infatti all’interno del totem si trovano due telecamere. Una di contesto e una che guarda a 360 gradi e che rappresenta un valido strumento di sorveglianza. 

“Rendere Bagnoregio paese cardioprotetto non è cosa da poco. Abbiamo pensato alle aree di maggiore presenza turistica, come Civita, ma anche alle frazioni, come Vetriolo e Castel Cellesi. Il prossimo step del nostro Comitato di Croce Rossa Italiana sarà la formazione delle persone che si trovano in maniera stabile in prossimità dei totem in modo da garantire l’immediata possibilità di utilizzo in caso di necessita”. Spiega il presidente locale della Croce Rossa Bizzarri.

C’è poi l’altra azione importante che riguarda gli ausili sanitari. “Abbiamo ideato un magazzino che renda possibile un servizio ai cittadini di Bagnoregio e Lubriano che si trovano ad affrontare particolari problemi di salute a casa – continua Bizzarri -. Stiamo acquistando, sempre con i ricavati del Presepe Vivente, carrozzine, materassi antidecubito, deambulatori, stampelle, aste per sollevamento con trapezio, lettini con sbarre laterali semovibili, sollevatore elettrico, sanificatore. Si tratta di ausili e presidi sanitari spesso forniti dalla Asl ma con dei tempi di attesa. Contiamo di funzionare come ammortizzatori del disagio e delle difficoltà mettendo noi a disposizione, a prezzo simbolico, quanto necessario”.

Giovedì 22 febbraio alle ore 17, presso la Casa del Vento (realtà gestita dall’associazione Juppiter), è in programma un evento di presentazione del paese cardioprotetto e del servizio di ausili sanitari.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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