Bagnoregio attiva la macchina della solidarietà per il Convento di San Francesco colpito duramente dal Covid-19
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BAGNOREGIO - Partita la gara di solidarietà per garantire alle suore del Verbo Incarnato tutto quello di cui possono avere bisogno in un momento tanto difficile per loro.

BAGNOREGIO – Partita la gara di solidarietà per garantire alle suore del Verbo Incarnato tutto quello di cui possono avere bisogno in un momento tanto difficile per loro.

Centocinque sorelle su 115 del convento di San Francesco sono risultate positive al Covid-19. Un’ordinanza del sindaco Luca Profili dispone il divieto di entrata e uscita dalla struttura. Le religiose appartengono a un ordine con voto di povertà e vivono della carità che incontrano ogni giorno, recandosi sul territorio. Bloccate a San Francesco non possono uscire e confidare nel sostegno che gli è necessario per vivere. Così il parroco Don Marco Petrella si è fatto da stimolo per attivare la macchina della solidarietà necessaria per dare sostegno a più di cento persone. Non proprio un gioco da ragazzi.

Il parroco e il Comune di Bagnoregio hanno lavorato per l’attivazione di due punti di raccolta di beni di prima necessità a lunga scadenza e di materiale per la pulizia e l’igiene personale e degli ambienti. Un punto sarà attivo presso il palazzo comunale, dalle 8 alle 14 e dal lunedì al sabato. L’altro punto è stato fissato presso la chiesa di San Bonaventura (Porta Albana), dalle 9 alle 17 e tutti i giorni. Sarà possibile anche inviare soldi al conto della parrocchia di San Francesco e San Bonaventura con causale Emergenza Convento San Francesco. I soldi che verranno raccolti saranno messi a disposizione delle suore per l’acquisto dei beni necessari.

La Croce Rossa di Bagnoregio sta svolgendo un lavoro prezioso per non fare mancare nulla e si farà carico della consegna di quanto verrà raccolto. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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