Bagni pubblici, questi sconosciuti. La tassa di soggiorno per ridare decoro alla città
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Viterbo città turistica? Diciamo potenzialmente sì. Sono necessari però soldi per rimettere in sesto e rendere "appetitosa" la parte storica del capoluogo della Tuscia. Forse sarebbe il caso di destinare la tassa di soggiorno a queste opere strutturali necessarie. Sarebbe anche un modo per creare occupazione.

Viterbo città turistica? Diciamo che è necessario lavorarci. Magari la tassa di soggiorno, in vigore dal primo gennaio 2015, potrebbe essere utilizzata proprio per dare un verso alla città turistica di cui tanto si parla.

Le entrate potrebbero servire al Comune anche per chiedere un mutuo finalizzato a realizzare le opere necessarie a costruire il volto della Viterbo turistica che bisogna essere in grado di determinare.

Intanto ci domandiamo: che fine hanno fatto i bagni pubblici cittadini? Ce lo siamo chiesti perché se lo chiedono in tanti e perché ci è sembrata una buona domanda. Lo scatto che vi mostriamo “immortala” uno dei gabinetti di servizio urbano più storici del centro. Ci troviamo su via Cesare Dobici (adiacenze ex chiesa degli Almadiani).

Il servizio è chiuso e ben “arredato”: sacchi di rifiuti e oggettistica varia ed eventuale in bella mostra.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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