Bagni pubblici del Sacrario ridotti "un cesso". Ecco la città turistica
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Bagni pubblici di piazza Martiti d'Ungheria ridotti a un cesso. L'immagine è triste e racconta una città in balia di se stessa. Da tempo i bagni autopulenti del Sacrario sono fuori gioco. Nessuno se ne occupa e stanno lì, a raccontare ai passanti il degrado e l'abbandono di una città capoluogo.

Bagni pubblici di piazza Martiti d’Ungheria ridotti a un cesso. L’immagine è triste e racconta una città in balia di se stessa. Da tempo i bagni autopulenti del Sacrario sono fuori gioco. Nessuno se ne occupa e stanno lì, a raccontare ai passanti il degrado e l’abbandono di una città capoluogo.

Uno dei due ha anche la porta aperta, diventando facile teatro per fare di tutto. La Fune chiede ai consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, di interessarsi della cosa. Le domande importanti ci permettiamo di consigliarle: chi è responsabile di questi bagni? C’è qualcuno pagato per effettuare manutenzione e pulizia straordinaria? Questo qualcuno è stato pagato nonostante il non funzionamento?

Chiediamo ai consiglieri di intervenire e magari, con bontà, comunicarci le risposte. Così da poter informare i cittadini su questa vicenda.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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