Bagnaia, storia di un attrattore incredibile e di un paese che sta morendo. L'unica speranza è in un piano di Palazzo dei Priori
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VITERBO - VITERBO - AAA cercasi urgentemente un regista. Non per girare il solito film alla ricerca di una location suggestiva ma qualcuno capace di proiettare un lungometraggio di successo sulla pelle del borgo di Bagnaia.

VITERBO – AAA cercasi urgentemente un regista. Non per girare il solito film alla ricerca di una location suggestiva ma qualcuno capace di proiettare un lungometraggio di successo sulla pelle del borgo di Bagnaia. Ex Comune ieri, periferia del capoluogo oggi. Una sorta di quartierone identitario ma pieno di difficoltà. Qui l’economia langue e Il Messaggero, in questi giorni, ha messo in evidenza la situazione dando voce ad abitanti e negozianti. 

Il tema è di quelli seri e più volte messi in evidenza anche da questo giornale. Il male, cronico, è sempre lo stesso: manca un progetto, un disegno, per dare futuro a Bagnaia. Il bacino elettorale è goloso e da decenni saccheggiato da campagne elettorali a suon di promesse più o meno roboanti. A differenza delle altre tornate però questa volta l’attuale sindaco Chiara Frontini ha sbancato tra i bagnaioli. Questione utile a giugno scorso ma che impone al nuovo primo cittadino di dare risposte vere. 

Bagnaia, se pianificato, potrebbe aiutare anche le casse di Palazzo dei Priori grazie a un più che possibile successo turistico. Ha infatti sul proprio territorio un gioiello del Rinascimento italiano: Villa Lante. Il numero dei visitatori annuali è imbarazzante e l’accoglienza che a loro viene riservata forse ancora peggio. La capacità di monetizzare i flussi da parte del Comune sostanzialmente pari a zero. Tutti indici negativi che possono essere ribaltati soltanto con un ragionamento e un lavoro serio di rilancio del borgo. 

Di fatto negli ultimi anni il tessuto economico, come messo in evidenza dal Messaggero, è andato indebolendosi. Tante le chiusure di attività e il centro del paese di fatto si è trasformato in una sorta di quartiere dormitorio. Questo significa problemi per singoli imprenditori ma anche meno gettito nelle casse comunali. In poche parole allo stato attuale e da decenni a Bagnaia, dove si potrebbero concretizzare risultati importanti, stanno perdendo tutti. Perdono i bagnaioli perché non hanno lavoro, le loro abitazioni si svalutano e le giornate francamente sono piuttosto noiose. Ma perde anche il Comune che non utilizza una potenzialità e non incassa con le tasse dalla crescita e prosperità dei propri cittadini. Un vero e proprio guado in cui tutto e tutti stanno sprofondando e nel quale, in assenza di un’azione robusta, è destinato a finire anche il consenso raccolto da Chiara Frontini alle comunali. 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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