Bagnaia, la notte si illumina con il Sacro fuoco di Sant’Antonio
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VITERBO - Il Sacro fuoco di Sant’Antonio che anche quest’anno ha fatto risplendere Bagnaia. Il tutto allestito da giovani fra i 18 e trent’anni del Comitato del Sacro Fuoco.

VITERBO – Bagnaia, la notte si illumina con il Sacro fuoco di Sant’Antonio

Oltre 500 quintali di legna sistemati su una pila alta 6 metri e larga trenta. In piazza XX settembre. Il il focarone è stato allestito giovani fra i 18 e trent’anni del Comitato del Sacro Fuoco.

Alle 18,30, puntuale, l’accensione.

Presenti in piazza il vescovo Lino Fumagalli, il sindaco Giovanni Arena, l’assessora allo sviluppo economico Alessia Mancini, i consiglieri comunali Paolo Bianchini, Luigi Buzzi e Antonio Scardozzi. Il comandante dei carabinieri Andrea Antonazzo e il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti.

Contemporaneamente al fuoco, cena in piazza con piatti e vini tipici. Sul palco, tre gruppi musicali. Malastrana, Maleducazione alcolica e Baracca sound.

Una tradizione che ogni anno si rinnova e che rende vive tradizione, radici e senso di appartenenza della comunità di Bagnaia

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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