Bagnaccio, si cerca l'intesa per proseguire il servizio. Clima disteso tra associazione e Comune
Pagano
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Vicenda del Bagnaccio, il clima si distende. Ieri l'incontro tra i rappresentanti dell'associazione e l'amministrazione comunale. Emerge una nuova prospettiva che allungherebbe i tempi a disposizione per trovare un accordo sul servizio.

Vicenda Bagnaccio, ieri l’incontro in Comune tra i rappresentanti dell’associazione che gestisce il sito e l’amministrazione Michelini. Il clima si è rasserenato per l’emergere di un fatto nuovo che dovrebbe rendere possibile un più ampio spazio temporale di manovra.

Infatti l’associazione ha fatto presente che la convenzione biennale è stata sottoscritta l’11 luglio del 2013, ma effettivamente la presa in carico è scattata dai primi di agosto. Così l’associazione ‘Il Bagnaccio’ ritiene che la convenzione stessa è da ritenersi scaduta ai primi di agosto, come dire c’è ancora tempo per trovare un accordo e garantire la continuità del servizio.

I giorni che seguono quindi sono cruciali e proprio ieri le due parti hanno concordato di rivedersi a breve per trovare insieme una soluzione. Intanto nella serata di martedì, dopo che al direttore di miniera Giuseppe Pagano non è stato possibile chiudere il pozzo, lo stesso ha avuto un incontro con il sindaco Michelini e il dirigente del settore Ernesto Dello Vicario.

Una riunione per ragionare su come comportarsi. All’origine dei problemi ci sarebbero una relazione dei Nas e una dei vigili urbani dove si segnalerebbe la richiesta, da parte dell’associazione ‘Il Bullicame’, ai frequentatori dell’area di sottoscrivere la tessera. Richiesta non in linea con quanto messo nero su bianco nella convenzione, dove si punta a garantire la possibilità di accesso gratuito all’area. I responsabili dell’associazione per eliminare il campo da ogni equivoco hanno posizionato all’ingresso del sito termale un cartello dove specificano che l’ingresso è gratuito ma si invita a fare la tessera per garantire i servizi di pulizia e custodia dell’area.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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