Backstage - A Palazzo dei Priori divisi e scontenti
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Nella corsa verso Palazzo dei Priori sembrano prevalere solo i personalismi. E il bene della città? Se ne parla pochissimo, affidando il programma alle speranze e alle promesse: "Quando amministreremo noi, vi faremo vedere". C'è da fidarsi? Mah... 

Tutto secondo pronostico. La maggioranza fioroniana candida Luisa Ciambella a sindaco e il Pd si divide ancor di più. Sempre ammesso che, prima della designazione, esistesse uno straccio di unità. Oddio, non è che tutto questo costituisca una sorpresa perché sarebbe bastato osservare con attenzione il comportamento della Pravda di Pianoscarano, alias ilviterbese.it, per rendersi conto che la tavola era stata apparecchiata già da tempo. Esattamente da quando l’attuale vice sindaco ed ora aspirante allo scranno più alto di Palazzo dei Priori aveva fallito l’assalto alla Regione sia come consigliere che come assessore. Nei giorni precedenti alla proclamazione del candidato, infatti, il blog edito dal Centro studi Aldo Moro, e cioè da don Peppe in persona, aveva evitato come la peste bubbonica di citare pure per sbaglio la Ciambella come possibile pretendente. Fedele così alla consegna che chi entra papa in conclave, alla fine ne esce cardinale.

Ma i giochi erano fatti. Le indicazioni fornite dai circoli (alle quali mancava solo la foto della candidata) e la cosiddetta consultazione on line hanno solo certificato quanto si sapeva da tempo: Luisa Ciambella correrà per la poltrona di sindaco. Avrà l’intero Pd dietro con il corollario delle liste civiche che sostennero 5 anni fa la discesa in campo di Leonardo Michelini? E qui le cose si complicano perché non è affatto detto che quello schema possa ripetersi. Anzi, pare proprio che Oltre le mura non abbia alcuna voglia di starci, che i Mori si siano già spaccati e che il Psi stia da tutt’altra parte. Si vedrà.

Intanto, c’è da registrare che tra i democrat spira aria di bufera, più del solito. Da una parte la corazzata fioroniana e dall’altra l’incrociatore panunziano. Se le suonano (metaforicamente) di santa ragione un giorno sì e l’altro pure. Accusandosi vicendevolmente di ogni malefatta. Difficile ipotizzare che tutte le ragioni stiano esclusivamente da una parte e tutti i torti dall’altra; più logico, come spesso accade, pensare che colpe e meriti siano equamente divisibili tra le due fazioni ormai in lotta apertissima. Magari stanno 53 a 47 o anche 60 a 40, ma nella sostanza cambia poco: le divisioni sono palpabili e, allo stato dell’arte, piuttosto complicate da appianare. Si vedrà.

Ma non è che nel centrodestra le cose vadano granché meglio. Inutile girare intorno alle parole: il nome di Giovanni Arena (autocandidatosi con una serie infinita di cene da almeno un paio d’anni a questa parte) non raccoglie l’unanimità dei consensi degli altri soci della coalizione e anche nella stessa Forza Italia. Di fatto, divide. Fratelli d’Italia (che nella Tuscia dispone di una solida base elettorale) ci prova a far da paciere e, pur senza particolari entusiasmi, appoggerebbe anche Arena pur di salvare l’unità. A sparigliare i giochi ci ha pensato la Lega che, forte dell’ottimo risultato alle recenti consultazioni, ha messo sul tavolo il nome del giornalista Alessandro Usai. Il tavolo viterbese delle consultazioni non ha risolto nulla e ha girato la patata bollente al tavolo nazionale che, finora, non ha deciso un bel niente. Anche in questo caso uno spettacolo assai poco edificante. Comunque si vedrà.

La sintesi è abbastanza semplice: sembrano prevalere solo i personalismi. E il bene della città? Se ne parla pochissimo, affidando il programma alle speranze e alle promesse: “Quando amministreremo noi, vi faremo vedere”. C’è da fidarsi? Mah…

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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