

Può una nevicata di un’oretta o poco più (una spruzzata, si direbbe) provocare la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado? No che non può. Eppure è accaduto ancora a Viterbo, qualche giorno fa. Breve riassunto dei fatti: sono circa le 21 di mercoledì 30 gennaio e in quei momenti si sta giocando Viterbese – Ternana di Coppa Italia. I fiocchi scendono copiosi e in poco tempo ricoprono completamente il manto erboso dello stadio Rocchi. L’arbitro al termine del primo tempo, rient
ra negli spogliatoi e poi, accompagnato da due capitani e dai dirigenti delle squadre, compie due sopralluoghi: le righe che delimitano il campo sono totalmente coperte. Non ci sono le condizioni per continuare: partita sospesa sul risultato di 1-0 a favore degli ospiti e gara rinviata a data da destinarsi.
E fin qui nulla di anomalo. Nel frattempo, è già partita la caccia alla notizia: ma domani si va a scuola? Il sindaco Arena, subito allertato, posta un messaggio interlocutorio (e logico): deciderò domattina alle 6,30 se emanare l’ordinanza di chiusura degli istituti scolastici. E’ la soluzione più ragionevole: si attende la notte, si verifica se c’è ghiaccio e poi si decide. Intorno alle 23 già non nevica più e i fiocchi che si sono accumulati si stanno sciogliendo perché piove. Niente lascia prevedere che Arena possa cambiare idea e invece, improvvisamente, il primo cittadino cambia idea e firma la famosa ordinanza: domani, giovedì 31, tutti a casa.
Perché? Non si sa e soprattutto non si capisce quale necessità ci fosse per un provvedimento del genere. C’era stata solo una piccola spruzzatina, molto contenuta nel tempo e nemmeno particolarmente copiosa. Non c’erano insomma gli estremi per chiudere le scuole. Chissà perché lo ha fatto, ma onestamente la decisione si è rivelata soltanto un eccesso di inutile zelo. E giovedì, ironia della sorte, non solo non era rimasta traccia alcuna della neve prevedente, ma c’era anche il sole su Viterbo.
Il fatto è che con le nevicate (ben più abbondanti e prolungate, però) dell’inverno 2018 si arenò definitivamente la possibilità che il centrosinistra potesse sperare in una riconferma alla guida del Comune di Viterbo. E’ vero, l’emergenza fu ben più grave, ma la risposta della giunta Michelini non fu assolutamente all’altezza della situazione. Mentre vari assessori annunciavano sui social che il piano neve stava funzionando, con gli stessi mezzi di comunicazione decine di cittadini inferociti lamentavano l’assenza di interventi praticamente in ogni angolo del capoluogo e delle frazioni. Un disastro totale. Tanto che si disse all’epoca (è passato un annetto) che o il piano d’emergenza era sbagliato o era stato applicato malissimo. In ogni caso, disagi a valanga per tutti.
Proprio questo precedente deve aver indotto Arena a non rischiare: meglio un altro giorno di chiusura (dopo i due della settimana precedente, il secondo dei quali assolutamente inutile) che critiche e accuse per il mancato spargimento di sale o per le difficoltà a raggiungere le sedi scolastiche. Ma non è così che funziona: gli amministratori devono assumersi le loro responsabilità e decidere in maniera seria. Bastava aspettare qualche ora e alle 6,30 del giovedì ci si sarebbe resi conto che la situazione era tranquilla sotto ogni punto di vista e quindi a scuola ci potevano andare tutti e senza problemi.
Gli eccessi di zelo, se sono immotivati, fanno anch’essi molti danni.

















