Backstage - Rifiuti, chi sono i veri colpevoli
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Il bollettino quotidiano di rifiuti lasciati dappertutto è oggetto di continue e sacrosante lamentele da parte dei cittadini. I mezzi di comunicazione sono inondati da foto che in maniera eloquente documentano le sconcezze che abbondano in ogni dove e accompagnati da sdegnati comunicati di protesta. Sì, la situazione è drammaticamente compromessa e va detto che ben poco si fa per porvi rimedio.

Il tema, purtroppo, resta sempre d’attualità e pur essendo stato già affrontato da Backstage, vale comunque la pena tornarci sopra. Perché il bollettino quotidiano di rifiuti lasciati dappertutto è oggetto di continue e sacrosante lamentele da parte dei cittadini. I mezzi di comunicazione sono inondati da foto che in maniera eloquente documentano le sconcezze che abbondano in ogni dove e accompagnati da sdegnati comunicati di protesta. Sì, la situazione è drammaticamente compromessa e va detto che ben poco si fa per porvi rimedio.

Il vero problema sta a monte e questo va detto che con molta chiarezza. Nel senso che le soluzioni vanno trovate e applicate ben prima che i fattacci accadano. Nei commenti, orali e/o scritti, i principali colpevoli vengono individuati  nell’amministrazione comunale (che commissiona il servizio, pagando fior di quattrini) e in Viterbo Ambiente (che deve provvedere alla corretta esecuzione). Accuse tutt’altro che infondate, sia chiaro. Spesso, troppo spesso, le segnalazioni e le lamentele rimangono inascoltate. Rifiuti d’ogni specie restano sui marciapiedi o ai bordi delle strade per lungo tempo senza che si intervenga per porre rimedio. Inutile andare a caccia di capri espiatori: le responsabilità sono evidenti. Se il cittadino segnala qualcosa che non va, è compito dell’azienda incaricata del servizio  provvedere per tempo ed è compito del Comune intervenire qualora si registrino ritardi o omissioni. Così funzionano le cose in una democrazia che tutti vorremmo matura e consapevole. Altrimenti si diventa conniventi degli sporcaccioni e dei maleducati.

Ma c’è un’altra problematica che coinvolge più direttamente tutti noi, oltre che gli organi competenti: l’educazione e il rispetto. Poiché è di solare evidenza che i rifiuti lasciati per strada, non ci sono arrivati lì volando o trasportati da chissà quale astronave, allora bisogna interrogarsi sulla nostra capacità di essere cittadini rispettosi delle normative. Sì, purtroppo il livello di maleducazione è molto elevato, ma è ugualmente elevato anche il livello di complicità, se non di omertà. Bisogna avere il coraggio, quando si è testimoni di situazioni che vanno al di là delle leggi, di denunciare immediatamente. Senza se e senza ma. Altrimenti serve a poco lamentarsi e accusare.

Il discorso va allargato alla prevenzione. Che è il vero e più efficace deterrente. Vanno utilizzate telecamere nei punti critici e in posizioni tali da non poter essere colpite dai vandali. Con questi sistemi non ci sono grosse difficoltà ad individuare e sanzionare pesantemente i trasgressori. Non ci sono altri metodi, anche perché i colpevoli agiscono in ore notturne quando la sorveglianza delle cittadinanza è evidentemente allentata.

Prima di accusare e criticare amministratori e responsabili del servizio, dunque, è bene che ognuno di noi si faccia un esame di coscienza: evangelicamente, saranno ben pochi coloro che (privi di “peccato”) potranno scagliare la prima pietra.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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