
VITERBO – Siamo alle solite, ma Backstage non ha cambiato idea e non fa sconti: qualunque eletto, a qualsiasi livello, nel momento in cui non è più in sintonia con il partito o la formazione politica in cui è stato candidato, deve semplicemente dimettersi. I cambi di casacca sono sicuramente legittimi, ma decisamente sconvenienti. Una serie di eufemismi per dire con parole molto più semplici che si tratta di “mutazioni” inaccettabili e moralmente scorrette.
Tali considerazioni, già più volte espresse su queste colonne in occasione dei frequentissimi passaggi che hanno caratterizzato l’attuale amministrazione comunale in un anno di vita, valgono naturalmente anche per la consigliera Martina Minchella che ha deciso di mollare il Partito Democratico (di cui era pure responsabile dell’Unione comunale) per approdare al gruppo misto. Almeno per ora. E’ un gesto di rispetto verso coloro che l’hanno votata perché non è affatto improbabile che un certo numero di elettori abbia espresso la proprio preferenza per la Minchella proprio perché era candidata nel Pd; magari, se si fosse presentata con un’altra lista, non sarebbe stata scelta e forse non sarebbe stata neppure eletta.
Ora quegli elettori sono stati semplicemente traditi, senza se e senza ma. Domandina facile facile: è tutto questo eticamente corretto e accettabile? Peraltro fa piuttosto sorridere la risposta con cui la consigliera in questione ha liquidato uno scambio via social con l’ex collega di partito Sonia Perà che le rimproverava appunto le mancate dimissioni: “La legge lo permette e quindi resto al mio posto”. Infatti, se la legge non lo avesse permesso lei non sarebbe potuta rimanere in quella posizione. Lapalissiano.
Ma esistono regole, morali e non scritte, che dovrebbero consigliare ben altro. Se non vengono ascoltate e attuate, la responsabilità ricade esclusivamente sulle spalle di chi si comporta così. Ma gli elettori hanno memoria lunga e, al momento opportuno, sanno sempre ricordare:. Non è una minaccia e nemmeno un anatema: solo una considerazione. Nella vita e quindi anche in politica, la coerenza paga sempre.


















