
Il tentativo di salvare in qualche modo l’estate viterbese è lodevole. Come pure l’idea del sindaco (molti spettacoli per pochi e non pochi eventi per tanti) ha un suo fascino e una sua ratio. In tempi in cui il distanziamento è un obbligo, c’è necessità di aguzzare l’ingegno e di trovare forme di partecipazione nuove e adeguate alle attuali circostanze. Dunque, tanti buoni propositi, ma anche tanta confusione. Nel Consiglio comunale dell’altro giorno, ad esempio, tutti gli ordini del giorno presentati sono stati approvati: quelli della maggioranza con l’astensione dell’opposizione e quelli dell’opposizione con l’astensione della maggioranza. Che senso ha tutto questo? Assolutamente nessuno perché alla fine sono passate decine di proposte (alcune anche in contrasto tra loro) che rappresentano semplicemente un quaderno dei sogni, la stragrande maggioranza dei quali rimarranno tali senza alcuna possibilità di diventare realtà.
Tanto più che, se fossero vere, le modalità adottate dall’assessore alla cultura sarebbero quanto meno da definire stravaganti. In sostanza, De Carolis avrebbe contattato tramite un messaggio whatsapp le associazioni sollecitandole a presentare progetti. Quali associazioni? Non si sa. Tutte, una parte? Non si sa. Alla faccia della trasparenza e della correttezza che deve essere la caratteristica fondamentale del comportamento di un pubblico amministratore. Il sospetto che si voglia favorire qualcuno a danno di qualche altro è palpabile e, proprio per dissiparlo, sarebbe più che opportuno un intervento chiarificatore. Lo stesso assessore, peraltro, qualche settimana fa ha portato in commissione la proposta del biglietto da pagare per visitare Palazzo dei Priori (8 euro), Teatro dell’Unione (4) e altre strutture comunali con il ticket cumulativo a 20 euro. D’accordo, si paga ma avere in cambio quali servizi? Anche in questo caso non si sa.
La sensazione che dalle parti di Palazzo dei Priori si proceda a tentoni senza una direzione precisa si sta lentamente trasformando in certezza. E’ vero che la situazione è complicatissima, che le risorse sono drammaticamente calate (e già prima del coronavirus non è che si navigasse nell’oro…), ma proprio perché bisogna fare scelte mirate occorre avere le idee chiare, concentrandosi su progetti e obiettivi precisi. Esattamente il contrario di ciò che sta avvenendo. Troppo spesso si chiacchiera in libertà, quando invece occorrerebbe una voce unica e soprattutto una regia univoca.
L’ultimo esempio viene dalla zona a traffico limitato. La proposta di rafforzarla ha suscitato le ire dei locali del centro, appoggiati anche da un esponente di maggioranza. Immediata, sebbene parziale, retromarcia: la ztl si fa, ma a partire da luglio. Chiudere il centro alle auto è sacrosanto, ma farlo quando con grande fatica si prova a ripartire è inopportuno: non era il caso di pensarci prima invece di mettere toppe a danno fatto?


















