Backstage - Tav a Orte tra parole e presunti colpevoli
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BACKSTAGE - Come al solito, ci si è fatti condizionare dal "tifo" o dalle antipatie personali. Invece la questione è seria e merita un approccio il più possibile laico e scevro da condizionamenti di qualsiasi genere.

BACKSTAGE – Sulla questione del mancato inserimento del polo di Orte nei programmi dell’Alta Velocità ferroviaria negli ultimi giorni si è detto e scritto molto e spesso a sproposito. Come al solito, ci si è fatti condizionare dal “tifo” o dalle antipatie personali. Invece la questione è seria e merita un approccio il più possibile laico e scevro da condizionamenti di qualsiasi genere.

Intanto, va ricordato che Regione Lazio e Ferrovie dello Stato hanno firmato un accordo che prevede 18 miliardi di investimenti così suddivisi: 13 per le infrastrutture (compresa la Tav in Ciociaria), 3,9 per le opere stradali e il resto per le stazioni, il trasporto e gli interventi di rigenerazione urbana (previsti pure un parcheggio da 2500 posti e un albergo a Roma Tiburtina). Tra le 78 stazioni oggetto di interventi anche quella di Viterbo (Porta Romana? Porta Fiorentina? Tutte e due? Ancora non si sa) e il raddoppio della tratta fra Bracciano e Cesano lungo la linea ferroviaria Roma – Viterbo. L’intesa è stata firmata dal governatore Nicola Zingaretti e dall’amministratore delegato delle Fs Gianfranco Battisti: quindi, se si cercano “colpevoli”, è a loro che bisogna rivolgersi.

Ma qui il discorso sulle presunte colpe o sulla mancanza di attenzione verso la Tuscia, si scontra con la realtà. In sostanza Regione e Ferrovie si sono sedute intorno ad un tavolo e hanno discusso: sono entrate in ballo valutazioni economiche, bacino di utenza, attuale sistema industriale, potenzialità di sviluppo e via di seguito. Al termine di questo percorso, si è deciso di puntare sull’asse che porta verso Sud: si può essere d’accordo o meno, ma è stata fatta una scelta precisa. Che non esclude naturalmente che in futuro (chissà come, chissà quando…) si possa tornare a parlare di Orte. La scelta peraltro non può essere figlia di scelte politiche: il sindaco di Frosinone si chiama Nicola Ottaviani ed ha un passato politico prima nella Democrazia Cristiana, poi in Forza Italia e attualmente nella Lega alla quale ha aderito nel marzo 2019; il presidente della Provincia (e sindaco di Ferentino) si chiama Antonio Pompeo e appartiene all’area del centrosinistra. Esattamente come nella Tuscia: Comune capoluogo guidato dal centrodestra, Provincia dal centrosinistra. Con l’aggiunta che a Palazzo Gentili hanno pensato bene di fare una grande coalizione dove tutti cercano di dare una mano, dove di poltrone da spartirsi ce ne sono ben poche e soprattutto tenendo presente che le Province ormai sono enti abbastanza residuali con scarsissimi poteri e sparutissime risorse da gestire. Chi ciurla nel manico del maxi inciucio, mente sapendo di mentire. Per inciso, tanto valeva abolirle del tutto le Province, ma questo è un altro discorso…

Insomma, Zingaretti e Battisti, se proprio si vuole personalizzare, hanno deciso di puntare sulla Ciociaria non per convenienza politica, né tanto meno lasciandosi influenzare dai rappresentati istituzionali di qualunque colore. E’ stata fatta una scelta che ha le sue motivazioni in ben altre valutazioni. Accusare il sindaco Arena, i parlamentari Battistoni, Rotelli e  Fusco, il consigliere regionali Panunzi e persino il povero Nocchi, capo della Provincia, di non aver saputo fare squadra è solo una maniera per cercare a tutti i costi un capro espiatorio ed è tipico di chi non ha altri argomenti per sostenere le proprie tesi.

Piuttosto, visto che su Orte non c’era partita in questo momento, bisognava puntare i piedi per ottenere risposte sul trasporto locale e in particolare sul collegamento con Roma: impiegare due ore, quando va bene, per percorrere una novantina di chilometri è una vergogna assoluta, inconcepibile nel 2020. Questo è il vero scandalo, come pure è vergognoso che non si metta ancora mano al completamento della Orte – Civitavecchia, tuttora strozzata dall’attraversamento di Monte Romano con tutti i problemi che questo comporta. Lasciare il Lazio e annettersi all’Umbria? Romantico, ma irrealizzabile.

Insomma, tanto rumore per nulla. Come al solito.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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