Backstage - L'impennata dei "vivaviterbicoli"
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Ad un anno dal voto, deflagra l'amministrazione comunale viterbese. I vivaviterbicoli (due consiglieri, Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris, e un assessore, Giacomo Barelli) non votano un emendamento Pd ed escono dalla Sala d'Ercole, dimostrando plasticamente quanto sia ampia la frattura.

Ad un anno dal voto, deflagra l’amministrazione comunale viterbese. I vivaviterbicoli (due consiglieri, Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris, e un assessore, Giacomo Barelli) non votano un emendamento Pd ed escono dalla Sala d’Ercole, dimostrando plasticamente quanto sia ampia la frattura. La situazione appare abbastanza compromessa, anche se in politica è sempre bene non sbilanciarsi troppo poiché è scontato che si farà di tutto per ricomporre le frizioni e cercare di proseguire sino alla scadenza naturale del mandato.

Al di là delle evoluzioni successive, resta un dato di fatto incontrovertibile: la giunta Michelini non ha mai navigato in mari tranquilli e questo non può non avere influenza su un bilancio che definire insoddisfacente è proprio il minimo quando ormai mancano circa 12 mesi alla conclusione della consigliatura e quando, dunque, il tempo per fare è decisamente scarso. L’uscita dalla maggioranza di tre consiglieri (Insogna, Moltoni e Taborri) della lista Oltre le mura, quella cioè espressione proprio del sindaco, ora l’intemerata degli esponenti di Viva Viterbo, le continue e mai sopite tensioni al’interno del gruppone democrat concretizzatesi in 7 mesi di totale abulia, e ancora i numerosi aggiustamenti in giunta e i tanti Consigli comunali saltati per assenze più o meno strategiche e solo raramente giustificate: tutti elementi che, di fatto, hanno ingessato l’azione amministrativa che appare onestamente non adeguata ai bisogni della città, delle frazioni e dei residenti.

A far esplodere, nel caso specifico, i contrasti su un emendamento riguardante la destinazione dei fondi rivenienti dalla tassa di soggiorno. Nell’assalto alla diligenza del bilancio comunale, si cercano spazi e rivendicazioni per ogni tipo di esigenza, più o meno legittima. Manca di fatto una linea unitaria, fermo restando l’autonomia dei singoli consiglieri. In sostanza bisognerebbe darsi un obiettivo e un programma e ad esso uniformarsi con scelte precise e coerenti; invece, le poche risorse a disposizione si disperdono in tanti, troppi rivoli che accontentano gruppi e gruppuscoli, ma mancano di una visione omogenea e chiara. Si parla di turismo e i dati sono confortanti per quanto riguarda arrivi e pernottamenti: su questo tema i “filippini” chiedono finanziamenti mirati e non regalie sparpagliate qua e là.

Ma il malessere covava da tempo. Filippo Rossi non ha mai fatto mistero di considerare assai poco produttiva l’azione dell’amministrazione tanto da disertare frequentemente i consigli comunali, partecipando solo quando la sua presenza era proprio necessaria. Adesso, però, la situazione sembra precipitare verso un disimpegno totale con conseguente riduzione della maggioranza a numeri minimi e quindi soggetti ai marosi e alle richieste di chiunque. Di conseguenza, salterebbe anche la poltrona di Barelli. Ma questo al momento è il problema minore: il fattore più importante è l’approvazione del bilancio e con margini così risicati un voto favorevole e in tempi ristretti sembra piuttosto complicato. Si vedrà, ma i venti non appaiono al momento così propizi.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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