Backstage - "Facimme ammuina" non funziona più
palazzo madama senato
Fisioterapy Center 800x120
C'è qualcosa di sfuggente nelle ultime vicende che hanno determinato l'aborto dell'accordo tra le principali forze politiche sulla nuova legge elettorale. Quel guazzabuglio di proporzionale che non garantiva la nascita di maggioranze stabili e che di fatto mandava in Parlamento un esercito di nominati è morto ancor di prima di nascere

C’è qualcosa di sfuggente nelle ultime vicende che hanno determinato l’aborto dell’accordo tra le principali forze politiche sulla nuova legge elettorale. Quel guazzabuglio di proporzionale che non garantiva la nascita di maggioranze stabili e che di fatto mandava in Parlamento un esercito di nominati (esattamente tutto il contrario di quanto gli italiani chiedono e vogliono, cioè un governo che governi e la possibilità di scegliersi il proprio parlamentare) è morto ancor di prima di nascere. Il granello che ha mandato in tilt il meccanismo faticosamente costruito è stato un emendamento, assai marginale, sulla suddivisione dei collegi in Alto Adige: tema, con tutto il rispetto, non particolarmente eclatante. E allora perché è cascato tutto? Perché, probabilmente, i mal di pancia variamente motivati erano diffusi e trasversali in tutti i contraenti quel patto scellerato. Le reciproche accuse di tradimento tra Pd e Cinquestelle sono soltanto fumo negli occhi: la realtà è che quella bozza non piaceva a tanti, soprattutto perché aveva in sé l’imperativo di andare a votare molto presto, addirittura a settembre.

No, la faccenda non piaceva ed ecco quindi che ai primi voti segreti i mal di pancia sono venuti a galla senza problemi. Ci sarebbero gli estremi per essere contenti perché è stato evitato di partorire un mostro elettorale (l’ennesimo), ma la situazione merita qualche approfondimento. In verità, chi ha un minimo di senso di responsabilità non può che rimanere attonito di fronte alla pochezza e all’insipienza dell’attuale Parlamento. Un branco di inaffidabili che pensa più a perpetrare il proprio potere che alle vere esigenze dei cittadini. Ma queste sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Ora i signori della politica politicante devono porsi il problema di superare l’impasse e di dare all’Italia una legge elettorale semplice e di facile applicazione. Che permetta di eleggere una maggioranza solida e che consenta ai cittadini di votare il candidato preferito, non quelle imposto dai capibastone o dalle scelte on line. Non si chiede altro: semplicemente trasparenza e serietà.

Basta prendere esempio dalle poche cose che nel nostro Paese funzionano in questo settore: ad esempio, il sistema in vigore per i Comuni. Maggioritario secco in quelli più piccoli, con l’aggiunta del ballottaggio per quelli al di sopra dei quindicimila abitanti qualora nessuno dei candidati superi la maggioranza assoluta alla prima tornata. E così quando finisce lo scrutinio si sa con certezza assoluta chi sarà sindaco per i 5 anni seguenti. Perché non ricalcare un modello siffatto anche per il Parlamento? E’ così difficile dividere l’Italia in 630 collegi per eleggere i deputati e in 315 più grandi per il Senato? Scegliessero loro se è più utile il turno unico o quello doppio: non ha poi molta importanza. Ciò che conta invece è che finalmente si esca dalla melma delle decisioni a metà, dei tranelli, dei sotterfugi, delle reciproche accuse. Questo appartiene al passato e alla categoria delle vicende che legittimamente inducono gli italiani ad aborrire la politica e i suoi rappresentanti a tutti i livelli. “Facimme ammuina” non funziona più: se lo mettano bene in testa i signori del Palazzo. Tutti, anche quelli che si vantano di essere diversi (ma solo a parole).

Masicar800x120-optimize
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
domenicale post
Onda
asvis 2
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
POST FB 01
TdP_Inalazioni