Backstage - Frate vento e sorella pioggia...
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Grazie signor Scirocco e grazie signor Giove Pluvio. Già, perché senza il vostro prezioso intervento molto probabilmente ancora oggi i viterbesi sarebbero alle prese con i lastroni di ghiaccio in ogni angolo della città. Ora che l'emergenza neve è finita, quasi esclusivamente per l'opera di quei signori di cui sopra, è possibile fare un'analisi di quanto è accaduto?

Grazie signor Scirocco e grazie signor Giove Pluvio. Già, perché senza il vostro prezioso intervento molto probabilmente ancora oggi i viterbesi sarebbero alle prese con i lastroni di ghiaccio in ogni angolo della città. Ora che l’emergenza neve è finita, quasi esclusivamente per l’opera di quei signori di cui sopra, è possibile fare un’analisi di quanto è accaduto? Al netto delle inutili e sciocche prese di posizione di ultras e pasionarie di varia e comunque ben individuata estrazione, va detto con chiarezza che la gestione è stata scadente e piuttosto raffazzonata. Se sono state centinaia le proteste e le richieste di aiuto da parte di cittadini residenti nel centro, nelle periferie e nelle frazioni, allora bisogna porsi il problema con serenità e senza trincerarsi dietro frasi e difese di maniera che hanno solo il potere di indispettire ulteriormente.

Dell’arrivo di Burian si sapeva da giorni; la nevicata sarebbe stata copiosa ma abbastanza limitata nel tempo (6-7 ore, non di più); e dopo le precipitazione si sapeva pure con certezza che le temperature sarebbero scese di parecchio al di sotto dello zero. Questa erano i dati abbastanza certi su cui lavorare per approntare il piano d’emergenza che nella realtà si è rivelato largamente inefficace. Perché? I casi sono due: o è stato applicato male o era proprio inadeguato il dispositivo. Senza l’intervento dell’Esercito e senza lo straordinario lavoro di tanti volontari, la situazione sarebbe stata sicuramente più grave. Questi sono fatti, non opinioni.

Fa bene l’assessore Ricci a rivendicare il totale impegno dell’amministrazione e di tutta la macchina comunale (e non c’è dubbio che sia così), ma gli effetti si sono visti poco e spesso in ritardo. Tanto per dire, nella zona di via Polidori non s’è vista traccia né di spazzaneve né di mezzi spargisale, a meno che non siano passati di notte. D’accordo, è una strada di importanza secondaria, ma ci abitano comunque centinaia di famiglie e vi insistono decine di attività commerciali.

Un’ultima considerazione le scuole sono rimaste chiuse per quattro giorni: se il piano avesse funzionato davvero, il rientro sarebbe potuto e dovuto avvenire almeno giovedì. Anche questo è un fatto, non inficiato peraltro da considerazioni di parte che non appartengono alla natura di chi scrive.

E allora? Semplicemente grazie frate vento e grazie sorella pioggia che avete liberato Viterbo dal ghiaccio. Punto.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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