

La notizia è passata abbastanza in sordina e ben presto è finita sotto il tappeto. Come la polvere che non si ha voglia o tempo di spazzare: meglio nasconderla da qualche parte. E invece la questione è molto seria e pregnante in un capoluogo in cui da decenni si parla di turismo come fonte di sviluppo, di città d’arte e di cultura, di termalismo, di accoglienza, di etruschi… Tante belle parole alle quali raramente sono seguiti fatti concreti. La notizia in estrema sintesi è questa: dopo diversi periodi di crescita lenta ma continua, sono diminuite le entrate derivanti dall’imposta di soggiorno. Il che in parole povere significa semplicemente che qui a Viterbo sono arrivati meno turisti.
Non è un fatto secondario da derubricare soltanto alla particolare attenzione del “destino cinico e baro” nei confronti della città e dei suoi abitanti. Non è così e non c’è bisogno di essere esperti per comprendere che da queste parti turismo e accoglienza continuano a far rima con incapacità. Ed è pure inutile continuare a dare la colpa a chi c’era prima – che pure di “peccati turistici” ne aveva tanti da scontare (a cominciare dall’inutile quanto strombazzatissimo progetto “Exprerience Etruria”) – perché quelli che ci stanno adesso amministrano da 6 mesi e qualcosina dovrebbero pur iniziare a produrla.
Basta guardare alle iniziative per il Natale. A parte gli ottimi allestimenti del Caffeina Christmas (che porta gente e soldi e vivifica l’intero centro storico), il resto è bel al di sotto del minimo sindacale e fatto pure male. In piazza del Comune è arrivato “Spelacchio 2 – La vendetta”: un albero che di giorno è davvero desolante e che per fortuna si riscatta un po’ di sera con le luminarie e gli addobbi. E poi? Nulla. E se si aggiunge la malsana idea di montare la Macchina di Santa Rosa a Porta Romana, si arriva ai vertici dell’umorismo e della inconcludenza.
Allora, arrivano meno forestieri o almeno ci restano meno tempo: che cosa si intende fare? Idee in giro se ne sentono poche, però qualche illuminato assessore vorrebbe pure aumentarla quell’imposta per finanziare – udite, udite – il rifacimento dei bagni pubblici. Ma non bisognerebbe rifarli comunque? A prescindere, come direbbe Totò…
Non solo, ma perché non si attuano controlli più rigidi sulle strutture ricettive perché il sospetto è che elusione e evasione siano fenomeni piuttosto sensibili. E infine, un consiglio semplice: fate un salto a Bagnoregio dove nel giro di pochi anni sono riusciti a trasformare Civita in un “must” mondiale. Magari c’è qualcosa da imparare da quelle parti…

















