Baby pit-stop, Minchella: "Viterbo sta lavorando per diventare città amica dei bambini"
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VITERBO - Incassa appoggi l’iniziativa dell’Assessore alle Politiche Sociali Antonella Sberna di prevedere un contributo economico per agevolare l’acquisto di fasciatoi da parte dei pubblici esercizi.

VITERBO – Incassa appoggi l’iniziativa dell’Assessore alle Politiche Sociali Antonella Sberna di prevedere un contributo economico per agevolare l’acquisto di fasciatoi da parte dei pubblici esercizi.

“Un primo importante passo di questa amministrazione per dare attuazione in modo completo all’indirizzo politico dato dal consiglio comunale con l’approvazione della mozione per la creazione di baby pit-stop anche all’interno
degli esercizi commerciali con l’obiettivo di costituire un’importante rete di sostegno alla famiglia, rete che si completa anche con la riapertura del baby pit-stop del Comune di Viterbo, riconosciuto dall’Unicef da troppo tempo non fruibile – così il consigliere di Fratelli d’Italia Martina Minchella -.

“Abbiamo il dovere – continua il consigliere – di mettere in sinergia tutti gli interlocutori che hanno dimostrato sensibilità sul tema del sostegno all’allattamento materno e della necessità di una città che riporti al centro le politiche della famiglia, anche attraverso un protocollo d’intesa tra Comune, Asl, Unicef, Terzo settore ed esercizi commerciali, con l’obiettivo di pensare in grande e di provare a costruire insieme una città amica dei bambini”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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