
VITERBO – Sarà colpa della musica trap, dello sbando, dello sballo, dell’adrenalina cercata e trovata in modi insani dannosi e pericoli. Sta di fatto che il problema delle baby gang si è materializzato anche nel capoluogo della Tuscia.
Cittadina dormiente, in apparenza, ma attraversata da crisi profonde nonostante le belle apparenze. Nella settimana di Pasqua l’ultimo episodio violento: l’aggressione a un giovanissimo da parte di un gruppo di ragazzi coetanei che lo ha riempito di pugni e preso a stampellate.
Il tutto nel tranquillo quartiere del Murialdo, a riprova che quando qualche problema si apre nessuno può ritenersi immune e in questo caso non sono esentati i figli di nessuno.
Nel mese di marzo altra violenza a opera di giovanissimi che, in zona piazza della Morte, hanno aggredito coetanei in gita. A febbraio, ancora in pieno centro, un gruppo di under 18 ha inseguito e malmenato una ventina di coetanei.
La questione è seria perché stiamo parlando di un fenomeno di cui l’opinione pubblica arriva a conoscere, in maniera clamorosa attraverso la stampa locale, solo la punta dell’iceberg. Per ogni fatto serio e denunciato ce ne sono una miriade più piccoli che neanche finiscono nei radar di forze dell’ordine e stampa. La violenza tra i giovani è un fatto serio, come nelle altre città d’Italia. La domanda è: come il capoluogo della Tuscia si sta attrezzando per fare fronte a tutto questo.
Anche perché esistono e si stanno diffondendo forme di violenza non fisica ma psicologica che passa per lo scambio di messaggio su whatsapp e simili. E questo accade anche su Viterbo città, come nei paesi della provincia. I programmi di contrasto, la prevenzione è spesso affidata a progetti educativi blandi, capaci di scarsi appeal sulle giovani generazioni, triti dozzinali e polverosi. La repressione invece è altamente complicata perché comunque si parla di giovani e giovanissimi. Un vero e proprio liquido infiammabile che rischia di esplodere in episodi particolarmente allarmanti ma che in realtà sono solo ciò che emerge di un fenomeno violento molto più sottile e radicato.


















