“Avamposti per l’Adolescenza”, parte il camion di vetro di Juppiter
Foto Juppiter
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BOLSENA - Lunedì 15 aprile da Bolsena parte la carovana della Casa di Vetro. Il truck di Juppiter toccherà alcuni comuni del Distretto VTA1 per i incontrare i giovani e raccontare la loro storie.

BOLSENA – Immaginate un camion lungo 18 metri trasformato in una Casa di Vetro su ruote, un rifugio di creatività e connessione, aperto a offrire opportunità e coltivare i talenti dei nostri ragazzi che viaggia per incontrare i giovani e raccontare la loro storie.

Lunedì 15 aprile 2024 partirà da Bolsena, in piazzale Giacomo Matteotti, la carovana di “Avamposti per l’Adolescenza”, il progetto voluto dal Distretto VTA1 e realizzato dall’associazione Juppiter per andare incontro ai ragazzi, conoscerli, capirli e coinvolgerli.

Una carovana di speranza rivolta a un frammento di generazione Z, quello dei nati tra il 2005 e il 2012, alle prese col difficile mestiere di “sbocciare”. La Casa di Vetro toccherà alcuni comuni del Distretto Sociosanitario VTA1, a partire il 15 aprile da Bolsena per poi il 16 aprile raggiungere Bagnoregio, il 17 spostarsi a Castiglione in Teverina, il 19 muoversi verso Montefiascone per la giornata conclusiva.

Le giornate del viaggio del grande truck itinerante prevedono una serie di iniziative diffuse nei
comuni del distretto, in collaborazione con gli istituti scolastici dell’area: Istituto comprensivo
statale di Grotte di Castro, Istituto Omnicomprensivo “Fratelli Agosti”, Istituto superiore “C. A.
Dalla Chiesa”, Istituto comprensivo “A. Molinaro” e Istituto comprensivo paritario “Santa Lucia
Filippini”.

La mattina sarà dedicata agli alunni degli istituti scolastici con esperienze immersive attraverso la proiezione di video, la comunicazione e la partecipazione a sfide per capire quanto i ragazzi
conoscono i temi dell’inclusione, dell’educazione e dei corretti stili di vita. Nel pomeriggio, il truck diventerà il palco dal quale lanciare un contenitore di informazione e approfondimento aperto alle istituzioni e alla popolazione, sempre con la partecipazione dei più giovani, attraverso canto, danza, lettura e arti.

Quello dei giovani è un vivere talvolta animato dalla sfiducia riguardo al futuro. La televisione, i
giornali, la politica i social ci raccontano di una generazione pigra, sfaticata, “sbagliata”. È proprio in merito a questa visione dei ragazzi che nasce l’idea di una progettualità a loro dedicata in cui il tema è l’adolescenza. “Con il progetto “Avamposti per l’Adolescenza” – spiega il presidente di Juppiter, Salvatore Regoli – proviamo ad arrivare prima: prima del disagio, della solitudine, di problemi più grandi, per essere al fianco dei ragazzi nella loro età più difficile e bella”.

Per Juppiter è un’occasione in più per richiamare l’attenzione soprattutto delle giovani generazioni sui corretti stili di vita, ma soprattutto sulla possibilità di valorizzare le loro capacità, guardare con fiducia al futuro, esprimersi liberamente, sviluppare le proprie attitudini e coltivare talenti.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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