Autostrada Tirrenica, il Mit si impegna a reperire risorse per il completamento fino a Tarquinia
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ROMA - Rotelli: "Un intervento a lungo atteso, molto importante per lo sviluppo infrastrutturale dell’Alto Lazio e della Toscana in grado di coniugare sviluppo economico e maggior sicurezza della viabilità".

ROMA – “Durante un Question time presentato in commissione Ambiente da me presieduta dal collega Simiani, il Mit nella persona del viceministro Bignami ha ribadito l’impegno del dicastero al reperimento del fabbisogno finanziario per la progettazione ed esecuzione dell’intervento di adeguamento della tratta Tarquinia/San Pietro in Palazzi (Tirrenica) nel prossimo contratto di programma tra Stato ed Anas che sarà esaminato nella prossima seduta del Cipess (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile).

Un intervento a lungo atteso, molto importante per lo sviluppo infrastrutturale dell’Alto Lazio e della Toscana in grado di coniugare sviluppo economico e maggior sicurezza della viabilità. La Tirrenica, è la principale arteria stradale lungo costa tra la Toscana e il Lazio, attesa da oltre mezzo secolo. Come è noto, per chiudere la cerniera tra Rosignano (Livorno) e Tarquinia (Viterbo), dove finiscono i rispettivi rami di autostrada, la strada va in parte sistemata – tra Rosignano (San Pietro in Palazzi) e Grosseto – e in parte costruita di sana pianta, tra Grosseto sud e Tarquinia.

Qui per molti chilometri, tra Pescia Romana nel Lazio e Orbetello-Fonteblanda, passando da Capalbio in provincia di Grosseto, la strada in alcuni tratti è addirittura a una sola corsia per senso di marcia, vi si affacciano passi carrabili di abitazioni e aziende e il tasso di incidenti spaventoso”.

Lo dichiara in una nota l’On. Mauro Rotelli, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera.

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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