“Autorizzato l’impianto fotovoltaico di Pian di Vico”
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TUSCANIA - Lo annuncia Carlo Leoni del Comitato Salute e Ambiente. Autorizzato dalla Regione Lazio. Il Comitato pronto a fare ricorso al Tar.

TUSCANIA  – Carlo Leoni del  Comitato Salute e Ambiente comunica che, in data 29 marzo,  la Regione Lazio ha pubblicato la determina G03571 nella quale emette un provvedimento di autorizzazione ai sensi dell’articolo 27bis del d.lgs. 152/06 per il progetto dell’impianto fotovoltaico a terra della potenza di circa 150 MWp connesso alla rete elettrica di trasmissione nel comune di Tuscania, in località Pian di Vico”.

Quella regionale è una determina molto importante poiché avverso al provvedimento è ammesso ricorso al Tar entro sessanta giorni.

Attraverso questo lasso di tempo si può non solo perfezionare il ricorso al Tar,ma anche  coordinare iniziative, manifestazioni, gruppi di informazione al fine di portare a conoscenza di tutta la cittadinanza cosa sta succedendo nel proprio territorio.

Secondo Leoni è proprio la mancanza di comunicazione sulle problematiche ambientali, e dunque la scarsa mobilitazione dei cittadini,  a condannare inesorabilmente il territorio.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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