Automediche senza Telepass, storie surreali al casello Sat di Tarquinia
automedica
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Le automediche del 118 in servizio nell’area di Montalto ferme quotidianamente al casello in direzione Tarquinia. Il tutto perché prive del meccanismo di Telepass, necessario a superare la barriera autostradale della recente Sat (autostrada Tirrenica).

Le automediche del 118 in servizio nell’area di Montalto ferme quotidianamente al casello in direzione Tarquinia. Il tutto perché prive del meccanismo di Telepass, necessario a superare la barriera autostradale della recente Sat (autostrada Tirrenica).

Così accade che mentre le ambulanze passano, perché dotate di Telepass, le automediche che trasportano spesso il medico e l’infermiere, con tanto di cartellina del paziente, sono costrette a stopparsi e a comunicare la loro presenza. Oppure, in alternativa, pagare i 70 centesimi del pedaggio. E pagare o non pagare dipende dalle scelte del personale a bordo, che naturalmente copre il costo di tasca propria.

Una situazione surreale, anche perché quella che è in gioco è la vita delle persone e in casi di particolare urgenza anche una manciata di secondi può fare la differenza tra la sopravvivenza e la morte. Eppure ogni giorno chi sale sull’automedica per fare il proprio lavoro deve scegliere se pagare di tasca propria o aspettare, mettendo a rischio la vita di chi sta sull’ambulanza.

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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