Auto parcheggiata in piazza San Pellegrino in pieno giorno

VITERBO - Il tutto in una città capoluogo, che si racconta come "d'arte e di cultura". Decenni fa vennero installati due dissuasori, negli unici punti di accesso possibili alle auto, su via San Pellegrino.
VITERBO – Una fotografia che racconta tanto, forse troppo. C’è un’automobile parcheggiata, in pieno giorno, in piazza San Pellegrino. Ovvero nel cuore del quartiere medievale più grande e meglio conservato d’Europa.
Il tutto in una città capoluogo, che si racconta come “d’arte e di cultura”. Decenni fa vennero installati due dissuasori, negli unici punti di accesso possibili alle auto, su via San Pellegrino. A un preciso orario impostato salivano e impedivano il transito a chiunque. Sono caduti presto in disgrazia, meglio l’anarchia.
E così se i turisti arrivassero davvero potrebbero godere di uno spettacolo, poco edificante, unico al mondo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















