Auto elettriche, la Tuscia attrezza la rete per le colonnine di ricarica. 21 in tutta la provincia, Viterbo pronto a installarne 14 (scopri dove)
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VITERBO - Si tratta di un elemento strategico per l'imminente futuro dei territori a vocazione turistica e la Tuscia dimostra di avere una certa consapevolezza del fatto. Le colonnine installate sono figlie del progetto Enel X, che vede attivi enti pubblici ma anche realtà private.

VITERBO – Ventuno colonnine per la ricarica della auto elettriche nella Tuscia, più altre di prossimo arrivo. Tra cui 14 attese nella città capoluogo.

Si tratta di un elemento strategico per l’imminente futuro dei territori a vocazione turistica e la Tuscia dimostra di avere una certa consapevolezza del fatto. Le colonnine installate sono figlie del progetto Enel X, che vede attivi enti pubblici ma anche realtà private.

Averle significa attirare turisti sensibili alle tematiche ambientali e connaturarsi come territorio green. Un affare che vale quote di mercato reali, quindi molto meno banale di quanto i soliti benaltristi potrebbero essere propensi a ritenere. 

Al momento la mappa segna due a Barbarano Romano, 2 a Bolsena, 2 Calcata, 2 Caprarola, 2 Montalto di Castro, 2 Nepi, 4 Orte, 3 Ronciglione e 2 Viterbo. Stanno per arrivare altre a Bagnoregio, ben cinque. Anche perché qui da diverso tempo arrivano turisti asiatici “in fuga” da Roma con auto elettriche prese a noleggio. Quindi la tematica è all’ordine del giorno.

Così come vuole giocare il proprio ruolo Viterbo dove, su spinta del consigliere delegato all’Innovazione e Politiche Energetiche Gianluca Grancini, così come del suo partito Fratelli d’Italia, il sindaco Arena ha siglato un accordo con Enel per l’installazione di 14 nuovi punti di ricarica. 

Su Viterbo città le nuove colonnine saranno installate su via Bachelet, Strada Santa Barbara, all’intersezione tra la Cassia e via Fratelli Rosselli, largo Monte Cervino, Strada Pietrare, via Fernando Agostini Solieri, via Bruno Buozzi, piazza Martiri d’Ungheria, piazza Vittorio Veneto, piazza Dalla Chiesa, via Ippolito Nievo, piazza Oberdan (San Martino), presso stazione delle Ferrovie a Bagnaia e presso la stazione di Grotte Santo Stefano.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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