Auto bruciate, lumini da morto e teste di agnello. Così intimidivano vittime e concorrenti
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VITERBO – Mafia viterbese. Ascoltate alcune delle vittime della banda del boss Trovato.

VITERBO – Processo Mafia viterbese. Ascoltate in aula le prime vittime: a parlare ieri i proprietari di alcuni Compro Oro che dal 2017 sarebbero stati presi di mira dalla banda.

Uno di loro, titolare come il padre di un’attività in via Leonardo Da Vinci, nel 2017 sarebbe stato vittima di quattro attentati. Il primo nella notte tra il 7 e l’8 aprile, quando ritrovò la sua auto, parcheggiata sotto casa, avvolta nelle fiamme. Due mesi più tardi, qualcuno gli lasciò una testa di agnello insanguinata sul sedile della macchina, dopo aver mandato in frantumi il finestrino. Il 9 novembre una seconda auto completamente divorata da un incendio doloso. E solo tre giorni più tardi ritrovò la saracinesca del suo negozio imbrattata dalla vernice.

Intimidazioni e violenza con le quali la banda del boss trovato voleva eliminare la concorrenza nel settore dei compro oro e porre sotto il proprio controllo alcune attività commerciali del capoluogo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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