
Mense scolastiche, l’affare si ingrossa. Il comitato dei genitori va avanti e punta dritto sul pomeriggio di giovedì, quando scatterà, alle 15 in punto, la “protesta delle magliette bianche”. Ieri le mamme e i papà si sono incontrati presso i locali della parrocchia Sacra Famiglia, per affrontare insieme una discussione su quanto sta accadendo.
Le modifiche alle tariffe del servizio decise, in sede di approvazione delle entrate di bilancio, dal consiglio comunale non sono state gradite. In poche parole hanno scatenato un mal di pancia forte all’interno delle famiglie che hanno figli in età scolastica. Diversi gli slogan, da quello diventato la bandiera del comitato, anche nella sua formula in hashtag: #NonMangiateSuiBambini; a i più canonici “Siamo stufi di pagare solo noi”, “Stavolta si fa alla romana” e “Il Comune metta i soldi sui servizi”.
Il nocciolo della questione
A essere interessati sono circa mille bambini, che ogni anno usufruiscono del servizio di mensa scolastica. Il costo di un singolo pasto, corrisposto all’azienda che fornisce il servizio, è di 5,17 euro. Fino a quest’anno circa 630mila euro dell’intero costo del servizio arrivavano dalle famiglie, i restanti 570mila euro venivano messi dal Comune.
In questo quadro il sistema tariffario previsto per i fruitori della mensa è stato, fino a giugno, il seguente: 3 euro a pasto per il primo figlio, 2,56 per il secondo e gratuiti gli altri. Nel bilancio di previsione 2015 si prevede un cambio di registro, con nuove tariffe. Il tutto scaglionato in base al reddito, per fasce Isee. Nella prima fascia, reddito Isee da 0 a 7.500 euro, si paga 3 euro per il primo figlio e 2,50 per tutti gli altri. Nella fascia da 7.501 a 14mila: 3,5 primo figlio e 3 gli altri; da 14.001 a 25.000 4 euro per il primo figlio e 3,50 per gli altri; per chi è sopra i 25.000 5 euro per il primo figlio e 4,50 per tutti gli altri.
Non serve Albert Einstein per capire che ci troviamo di fronte a un rincaro per le famiglie. Rincaro che non colpisce le famiglie della fascia più debole che hanno un massimo di due figli. Chi ha un terzo si ritrova a pagare 2,50 euro in più a pasto. Aumento di 0,50 per il primo figlio e 0,50 sul secondo, con pagamento dal terzo in poi di 3 euro per la seconda fascia di reddito. E non stiamo parlando di “Paperoni”, considerando che si va da 7.501 a 14mila.
In poche parole il Comune ha deciso di alleggerire la propria quota sul servizio, appesantendo quella delle famiglie. Ha introdotto un sistema per fasce di reddito ma alla fine non accade che i più ricchi pagano per abbassare il prezzo dei meno abbienti, il che sul piano politico può avere un senso. Pagano tutti, o quasi, un po’ di più per ridurre i costi a carico di Palazzo dei Priori.
Gli emendamenti delle opposizioni
Tra i circa 8mila emendamenti presentati dalle opposizioni ce n’è anche qualcuno che riguarda le modifiche decise sulle tariffe mensa. Una in particolare sembra essere piuttosto gradita negli ambienti del comitato. Si tratta delle proposta di bloccare per quest’anno le tariffe e intanto raccogliere gli Isee, per riuscire ad avere un quadro preciso della situazione. Un sistema che permetterebbe meglio di decidere aumenti e agevolazioni.


















