Augias su Rai3 racconta la storia di Fabio Stassi, lo scrittore pendolare "più vecchio di Ulisse"
Fabio-Stassi
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Il viterbese d’adozione, nato a Roma e di origini siciliane, fa parte della scuderia di Sellerio dopo essere stato pubblicato da Minimum Fax.

Rai 3 racconta la storia di Fabio Stassi: lo scrittore pendolare. Il viterbese d’adozione, nato a Roma e di origini siciliane, fa parte della scuderia di Sellerio dopo essere stato pubblicato da Minimum Fax.

Stassi è stato raccontato da Quante Storie per una delle sue caratteristiche più curiose: il luogo dove scrive. Stassi vive a Viterbo ma lavora a Roma dove si reca quotidianamente col treno, come tanti pendolari. Proprio lì, trova il modo di scrivere i suoi capolavori che gli sono valsi svariati premi, tra cui spicca il Premio Campiello 2013 per L’ultimo ballo di Charlot.

“Sono 22 anni che scrivo sui treni – spiega – ormai sono più vecchio di Ulisse perché lui dopo 20 anni è tornato a casa. Io dopo 22 anni sono ancora qui. Il vagone ferroviario è diventato il mio studio”.

 

https://www.facebook.com/QuanteStorieRai3/videos/1532335110211225/

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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