Auden: è loro il disco della settimana. Le recensioni alla band viterbese
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La band viterbese ha raccolto notevoli consensi di critica con recensioni su riviste autorevoli per il mondo musicale italiano.

“Così come nel 2012 funzionavano ancora il suono e l’intenzione del 2002, possiamo prevedere che Some Reckonings funzionerà ancora, come suono, come intenzione, nel 2025″ (Rock it, leggi).

“Chitarre che friggono e si incrociano, cantato che esce da dentro e cori da sing-a-long collettivo, interplay basso-batteria all’unisono, uno struggente senso di malinconia che aleggia a permeare il tutto e una maturità raggiunta non da quarantenni, ma da ragazzetti di due volte ventanni” (Sentireascolare, leggi).

Some Reckonings è la prova della maturità senza passare dal via. Una presa di coscienza attraverso piccoli trionfi e tragedie quotidiane” (Rumore, leggi).

 

Queste sono solo alcune delle belle parole scritte in numerose recensioni di Some Reckonings, l’ultimo lavoro degli Auden, gruppo emocore viterbese, considerato da RockIt, una delle più prestigiose riviste musicali in circolazione, il disco della settimana. Gli Auden (band viterbese composta da Francesco Corti, Stefano Frateiacci, Andrea Bennati e Antonio Maggini) ha raccolto notevoli consensi di critica con recensioni su riviste autorevoli per il mondo musicale italiano, Sentireascoltare, Rumore e Rockit, ma anche numerosi blogger, hanno parlato molto positivamente del disco appena uscito.

Some Reckonings (qui in free download) è prodotto in collaborazione con V4V, etichetta che ha recentemente pubblicato in digitale, 11 anni dopo averlo registrato, il primo disco della band Love is Conspiracy (qui in free download).

 

Il videoclip ufficiale di The day of reckoning

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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