Attività chiuse, degrado e erba alta. Questo il biglietto da visita per il weekend di Ferragosto
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800 Monastero
VITERBO – La città dei papi, complice il turismo di prossimità, invasa da numerosi visitatori. Peccato che abbiano trovato una città in condizioni vergognose. Chissà cosa racconteranno ai loro amici quando faranno ritorno a casa.

VITERBO – I turisti hanno invaso la città dei papi per il weekend di Ferragosto, complice il turismo di prossimità di quest’era segnata dal Covid e non certo la promozione turistica dell’ amministrazione comunale pari a zero.

Peccato che i numerosi turisti abbiano trovato una città sporca e abbandonata a sé stessa. Rifiuti non raccolti, erba alta, escrementi di piccione, auto praticamente ovunque.

Il centro storico ed il quartiere medievale di San Pellegrino somigliano ad un malato terminale che chiede solo che gli venga staccata la spina.

C’è veramente da vergognarsi al solo pensiero di quello che questi visitatori racconteranno una volta tornati a casa. Ma al primo cittadino, tra un bagno a Pescia ed un post sui social, sembra che questo non importi molto.

Le amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, passano ma i mali di Viterbo (incuria, menefreghismo, incapacità di promozione e programmazione) rimangono.

E mentre i partiti litigano la città è allo sbando più completo.

A.A.A. classe dirigente cercasi

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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