Attesa per la prima di Dies Natalis, alla mostra dell'Unione sarebbe bello esporre anche i bozzetti di chi li ha realizzati
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VITERBO - Riteniamo che sarebbe bellissimo se alla mostra dell'Unione, con cui intelligentemente Palazzo dei Priori vuole mostrare alla città le idee del bando, si desse la possibilità - se l'ideatore ne fosse felice - di mostrare anche il bozzetto.

VITERBO – La passione per le Macchine di Santa Rosa è sentimento diffuso nelle case dei viterbesi. In moltissimi non hanno potuto fare a meno di avere il bozzetto di Gloria, di Fiore del Cielo, di Ali di Luce o di altre del passato all’interno delle proprie mura domestiche. “Il bozzetto” è per il viterbese un cult, un oggetto caro che permette di gustarsi la Macchina. 

L’ultimo concorso d’idee non ha dato la possibilità ai partecipanti di presentare il famoso bozzetto. Sono state richieste solo tavole e materiale cartaceo. Forse anche questa non proprio una scelta “saggissima” da parte di chi ha scritto il bando ma è quanto accaduto. Comunque in diversi, tra quelli che hanno partecipato al concorso, hanno realizzato un bozzetto. Lo hanno fatto per passione e per amore del lavoro di progettazione della propria Macchina. 

Riteniamo che sarebbe bellissimo se alla mostra dell’Unione, con cui intelligentemente Palazzo dei Priori vuole mostrare alla città le idee del bando, si desse la possibilità – se l’ideatore ne fosse felice – di mostrare anche il bozzetto. Questo renderebbe l’esposizione sicuramente più attraente e coinvolgente e permetterebbe a tutti di vedere in maniera più completa le idee che hanno gareggiato tra loro. 

Sicuramente sarebbe bello avere un bozzetto della Macchina vincitrice, Dies Natalis, così da permettere ai cittadini di iniziare a immaginare il passaggio del prossimo tre settembre. Ma sarebbe bello avere la possibilità di vedere tutti i bozzetti anche per comprendere meglio come questa tradizione dei progettisti di Macchine sta evolvendo. 

Lanciamo la proposta all’amministrazione Frontini, sperando che possa rivolgere ai progettisti l’appello di mostrare anche il bozzetto. Almeno per chi l’ha realizzato e crediamo non siano pochi. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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