
VITERBO – La notizia della donna che ha cercato di portare via un bambino di due anni qualche giorno fa in piazza del Comune nel capoluogo ha creato un certo scompiglio presso l’opinione pubblica. La polizia l’ha arrestata domenica mattina in piazzale Gramsci e questo ha fatto emergere che era già nota alle forze dell’ordine e quattro giorni prima aveva lanciato uno schermo di un computer contro una dottoressa al Pronto Soccorso di Belcolle, mentre era in preda a un raptus.
Ma c’è chi sta soffiando sulla paura che la notizia ha generato e gioca su vecchi cavalli di battaglia come “i rom ruba bambini”. In queste ultime ore è arrivato praticamente sugli smartphone di tutti, o quasi, i residenti del Viterbese un messaggio Whatsapp che rischia di creare una vera e propria fobia.
“Ho mio padre maresciallo di polizia a Viterbo purtroppo i rom questi famosi di Viterbo che girano e portano via i bambini si stanno spostando anche nei paesi. A loro è capitato di fermarli ma non hanno paura di niente e di nessuno, agiscono alla luce del sole, davanti a tutte le persone e con una velocità incredibile e una furbizia incredibile. Questo messaggio per dirvi di stare attenti che si stanno spostando anche nei paesi piccoli. Massima attenzione al parco e a scuola”. Questo il testo.
L’ancoraggio di questo messaggio di paura è il fatto di cronaca dei passati giorni della donna che ha cercato di rubare il bambino. Peccato che, a quanto ci risulti sia una persona con problemi mentali. Cavalca un pregiudizio ormai datato: quello che attribuisce a un’etnia (i rom in questo caso) uno specifico gesto immorale e criminale come il rapimento di bambini. Poi c’è il riferimento ai “rom questi famosi di Viterbo” che punta a fare sembrare la minaccia reale. Quindi l’enfasi: “agiscono con furbizia incredibile”. Sembra di trovarsi davanti a un testo di Goebbels sugli ebrei. Quindi la dichiarazione della minaccia: “Si stanno spostando anche nei piccoli paesi”.
C’è poi un dettaglio: “Mio padre maresciallo di polizia”. Un grado che non ci risulta esistere.
Visto il discreto panico che questo tipo di messaggio, diffusosi a macchia d’olio nelle chat di scuola, gruppi sportivi e altro, sta generando e non essendoci conferme di una situazione del genere (descritta in maniera grottesca) da parte delle autorità di controllo del territorio riteniamo opportuno segnalare pubblicamente come fake questa informazione.
La prudenza sui minori è sempre opportuna e la vigilanza su luoghi sensibili come scuole e parchi deve essere sempre massima. Ma un’opportuna attenzione non deve essere fatta scadere nel panico e nella paura attraverso diffusione di messaggi non veri.





















