Attentato all'immagine storica di San Pellegrino, un infisso moderno sostituisce una tipica finestra con vetri piombati
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VITERBO - Un intervento per cui ci domandiamo se esistano autorizzazioni e se siano rispettati tutti i crismi stabiliti dalle norme vigenti quando si parla di interventi e ristrutturazioni su palazzi storici. 

VITERBO – A San Pellegrino ristrutturazioni sommarie deturpano l’immagine di un luogo simbolo della città. Nel palazzetto che chiude un lato di piazza San Pellegrino, quello di fronte alla chiesa e a destra dello storico Palazzo degli Alessandro, una delle tre finestre è stata rimessa a nuovo senza rispettare l’aspetto originario. In sostanza la finestra più a sinistra è stata rinnovata con un infisso moderno a vetro singolo perdendo la struttura con vetri piombati che invece è stata mantenuta nelle altre due aperture. 

Un vero e proprio pugno in un occhio e un oltraggio a uno dei luoghi più importanti del centro storico. Il tutto consumato nel silenzio e nell’indifferenza. Un intervento per cui ci domandiamo se esistano autorizzazioni e se siano rispettati tutti i crismi stabiliti dalle norme vigenti quando si parla di interventi e ristrutturazioni su palazzi storici. 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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