Movida, 'Al 77 replica al Comitato San Pellegrino: “Attacco livoroso di un comitato composto da un numero di persone che si conta sulle dita di una mano”
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VITERBO – Non si è fatta attendere la risposta del Settantasette al comunicato del “Comitato San Pellegrino”.

VITERBO – Non si è fatta attendere la risposta del Settantasette che dalla propria pagina Facebook risponde per le rime al comunicato del “Comitato San Pellegrino”

“Questa mattina è però comparso un intervento del fantomatico Comitato San Pellegrino e quindi abbiamo deciso di metterla comunque, per quello che rappresenta.

Un paio di giorni dopo la riapertura dei locali del centro il Sindaco e il comandante dei vigili urbani sono venuti a verificare con i propri occhi quale fosse la situazione. Abbiamo ricevuto addirittura dei complimenti per l’organizzazione e il primo cittadino, che ben si ricordava della nostra lettera aperta ricevuta il giorno prima, si è anche fermato per fare due veloci chiacchiere con Manfredi.

Siamo una realtà imprenditoriale legalmente costituita con il permesso della pubblica amministrazione. Abbiamo aperto a San Pellegrino perché così ci è stato permesso, perché le licenze sono state liberalizzate e perché nessuno ci ha mai detto che non potevamo farlo.

Bene, dopo che lo stesso Sindaco ha compreso le difficoltà nostre e dei nostri colleghi dobbiamo sopportare l’ennesimo attacco livoroso di un comitato composto da un numero di persone che si conta sulle dita di una mano”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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