Attacco informatico alla Regione Lazio, Rotelli: "Si faccia chiarezza"
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ROMA - "Sull’attacco informatico al sito della Regione Lazio, che ha mandato in tilt l’intero sistema sanitario, è sconcertante come l’unico a pronunciarsi sia stato il presidente Zingaretti". Così il deputato viterbese Mauro Rotelli di Fratelli d'Italia.

ROMA – “Sull’attacco informatico al sito della Regione Lazio, che ha mandato in tilt l’intero sistema sanitario, è sconcertante come l’unico a pronunciarsi sia stato il presidente Zingaretti”. Così il deputato viterbese Mauro Rotelli di Fratelli d’Italia.

“Nessuna autorità preposta alla sicurezza, non solo cibernetica del Paese, nessun responsabile del settore informatico, men che meno dell’attività inquirente – continua Rotelli -. Solo il presidente ha parlato, definendo l’episodio di matrice terroristica ed attribuendone la
responsabilità ad un non meglio identificato hacker tedesco.

Qualche giorno prima dell’accaduto una nota multinazionale ed un’importante società informatica fornitrice della Regione, avevano avvisato dei possibili rischi, invitando ad adottare specifiche precauzioni, ma nessuno dalla Regione, alla luce di quanto successo, sembra aver preso in considerazioni simili ammonimenti.

Quello che si è verificato rappresenta un pericoloso precedente per l’intero apparato di pubblica
amministrazione e ha messo a nudo la fragilità del sistema di sicurezza informatico, pregiudicando, tra l’altro, il regime di prenotazioni diagnostiche e visite specialistiche. Definire atto terroristico l’accaduto, non solleva Zingaretti dalle sue responsabilità: evidentemente i computer della Regione Lazio rientrano in quel 96% dei pc della pubblica amministrazione
considerati “vulnerabili”.

Fratelli d’Italia chiede al ministro Speranza di riferire in Parlamento circa il mantenimento o meno degli standard sanitari essenziali previsti dalla legge, che il commissario generale Figliuolo intervenga per garantire il proseguimento della profilassi vaccinale per i cittadini del Lazio ed infine che il ministro Colao riferisca sullo stato di avanzamento dei bandi di gara per il cloud della pubblica amministrazione”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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