

Siamo AIAC Servizi, una società di Management e Consulenza Informatica. Dopo oltre 20 anni vissuti all’interno di aziende private, oggi mettiamo quell’esperienza pratica al servizio della Tuscia. Uniamo studio costante e conoscenza del campo per supportare attività, enti e professionisti nella gestione aziendale e nell’innovazione digitale.
Data l’attività che svolgiamo spesso ci fanno delle domande inerenti al nostro lavoro. Di recente ci è stato chiesto: “Cos’è un attacco ‘zero-day’ guidato dall’Intelligenza Artificiale? E come possiamo difenderci dai tentativi di truffa?”. Oggi ogni attività che svolgiamo attraverso il nostro computer, o il nostro smartphone, avviene attraverso l’utilizzo di software, ovvero programmi. Sono software anche i browser come Google Chrome, o anche solo l’app della vostra banca. Ora cercate di immaginare un software come se fosse una cassaforte. Potrebbe capitare che, chi abbia costruito la serratura di questa cassaforte, abbia involontariamente commesso un errore, lasciando un’impercettibile fessura, di cui nemmeno lui stesso conosce l’esistenza.
Questa fessura rappresenta lo “zero day” e si chiama così perché il produttore ha appunto “zero giorni” di tempo per ripararla, prima che i criminali la sfruttino per entrare nella cassaforte, anche se, fino a quel momento, nessuno è ancora al corrente della sua esistenza. Qui entra in gioco l’Intelligenza Artificiale, che nella nostra metafora assume i panni dello Scassinatore, ma non uno comune. L’IA è paragonabile ad un “Super Scassinatore” che non dorme mai, che studia milioni di righe di codice in pochi minuti, anziché in mesi. Inoltre, come se non bastasse, oltre ad individuare immediatamente la falla, l’IA testa centinaia di varianti finché non trova l’attacco giusto per aprire la serratura. Infine, dopo aver completato l’attacco, può creare un programma in grado di scassinare automaticamente migliaia di casseforti, in tutto il mondo e
nello stesso momento.
Solo pochi giorni fa il Google Threat Intelligence Group, ovvero il team di esperti di cybersecurity di Google, incaricato di dare la caccia agli hacker, ha pubblicato un report che ha fatto molto rumore: per la prima volta, gli esperti hanno documentato un attacco “zero-day”, creato o assistito da un’Intelligenza Artificiale. L’impiego dell’ IA nell’hackeraggio ha automatizzato fasi che prima richiedevano tempo e competenze umane elevate, per questo, lo stesso Google avverte che il 2026 segna il passaggio da un uso occasionale dell’IA da parte dei criminali ad un’applicazione su “scala industriale”.
Fortunatamente, però, l’ Intelligenza Artificiale non è buona o cattiva e dunque, proprio per questo motivo, i professionisti di Cybersicurezza stanno sviluppando difese utilizzando la stessa arma. Grazie all’ IA, il cuore della difesa moderna è passato dalla sicurezza reattiva (che interviene dopo il furto) alla sicurezza predittiva (che interviene prima dell’attacco). Così, grazie a sistemi come l’analisi del comportamento, l’Intelligenza Artificiale, quando rileva anomalie nelle normali attività degli account, blocca l’accesso istantaneamente.
Non serve più un virus conosciuto per far scattare l’allarme: basta un comportamento anomalo. Dunque, la sicurezza digitale, essendo in continua evoluzione, non sarà mai un prodotto finito e perfetto da poter acquistare una volta per tutte, ma un servizio continuo, che fungerà da “sistema immunitario” in perenne evoluzione per i nostri dispositivi.
Ci sono inoltre delle accortezze che tutti noi possiamo mettere in opera per difenderci dagli attacchi informatici, cercando di captare i segnali di pericolo che, purtroppo, spesso vengono ignorati. Ad esempio oggi le email di phishing, ovvero di truffa, non sono più piene di errori grammaticali come quelle di un tempo. Grazie all’IA è possibile ricevere mail che sembrino realmente scritte da un collega e per di più con un tono molto convincente. Tuttavia, fermatevi a riflettere sui dettagli: se il tono è troppo corretto, o anche incredibilmente simile a quello del vostro capo o collega, ma vi vengono fatte richieste insolite, come l’invio di una password o di un bonifico, fermatevi: c’è la forte possibilità che l’Intelligenza Artificiale, analizzando lo storico delle vostre precedenti conversazioni, abbia clonato perfettamente il suo stile.
L’IA, purtroppo, funge ormai anche da complice dei truffatori, venendo istruita per analizzare la psicologia dei malcapitati caduti loro nel mirino. Sfrutta quindi lo strumento dell’urgenza emotiva, sapendo che, quando siamo spaventati o abbiamo poco tempo per decidere, smettiamo di pensare razionalmente e siamo facilmente manipolabili. Le vittime ricevono dunque dei messaggi, o delle email, dove, per esempio, viene richiesto loro di cliccare immediatamente su un link o di inviare dati sensibili, per confermare la propria identità, altrimenti il loro conto verrà bloccato. Anche in questo caso calma e razionalità sono le nostre armi migliori. Una banca o un servizio serio non chiederebbero mai ad un cliente di autenticare la propria identità tramite un sms o un messaggio di posta elettronica. Non permettete dunque all’ansia di avere la meglio, portandovi a commettere gesti impulsivi e compromettenti.
Infine parliamo di una delle armi più insospettabili, qualcosa che fino a poco tempo fa avremmo potuto vedere solo in un film di fantascienza: il deepfake, un clone digitale di volti e voci reali, creato grazie all’intelligenza artificiale generativa. Potrebbe quindi capitarvi di ricevere una chiamata, o una videochiamata, da parte di un parente o addirittura di un responsabile che vi faccia delle richieste insolite: denaro, dati sensibili e così via. Le videochiamate in questione potrebbero avere tuttavia una scarsa qualità, essere sfocate e il movimento delle labbra potrebbe risultare scollegato dal suono della voce. Kaspersky, un’azienda internazionale specializzata in cybersecurity, stima che, ad oggi, 9 attacchi informatici su 10 sono riconducibili ad una svista dell’utente. Per questo motivo, ricordate di fare appello al vostro istinto, la vostra migliore difesa, non è solo un antivirus, ma il vostro senso critico: se qualcosa non vi convince probabilmente avete ragione ed è meglio non fidarsi. Infine non dimenticate la regola d’oro: il “Secondo Canale”. Se siete incerti sul da farsi, una telefonata esterna è sempre il modo migliore per accertarsi che sia tutto in regola e che nessuno stia tentando di truffarvi!
Concludiamo con un nostro pensiero: l’IA non sta rendendo i criminali più intelligenti, sta solo rendendo i loro strumenti più efficaci, ma allo stesso tempo sta fortificando le nostre difese. La tecnologia corre veloce, è vero, ma la consapevolezza umana corre più forte. In AIAC Servizi supportiamo aziende e professionisti a costruire il proprio sistema immunitario digitale.
Se vuoi proteggere la tua attività, o semplicemente avere maggiori informazioni, contattaci al numero 3793544697, scrivici all’indirizzo mail info@aiacservizi.it oppure visita il nostro sito aiacservizi.it. Ti è mai capitato di ricevere un messaggio sospetto che sembrava scritto da una persona reale? Raccontaci la tua esperienza.


















