Atletica, ancora ritardi al Campo Scuola: "Lavori finiti non del tutto, dobbiamo riaprire al più presto"
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Misuraca lancia “un appello accorato al Sindaco Michelini ed all'assessore Ricci di accelerare il più possibile questi ultimi lavori”.

L’appello dell’atletica viterbese al sindaco: “Riapriamo il Campo scuola”. Prima il ritardo di anni nei lavori, ora nella riapertura. L’atletica viterbese, o quel che ne rimane ormai, sprona l’amministrazione comunale a dare la risposta definitiva alle esigenze di un mondo orfano di una struttura da troppo tempo.

Prima il problema era l’inizio dei lavori, slittato per mesi dopo un’attesa di anni, ora è la riapertura della struttura. “È apparso recentemente sui portali viterbesi, l’annuncio della fine dei lavori. I lavori sono finiti – commenta Giuseppe Misuraca – è vero, ma solo sulla pista e sulle pedane; infatti le società e gli atleti non hanno potuto riprendere ancora le normali attività di allenamento ed agonistiche. Da due settimane dovevano partire gli ultimi interventi sul campo per rigenerare il prato interno alla pista, ritrovando il livello originale, ma benché sia stata già firmata da tempo la determina in Comune, ancora la ditta incaricata non ha iniziato i lavori”.

Oltre questo manca anche una pulizia generale dell’Impianto. I ritardi comportano “grandi problemi per quanto riguarda il lavoro tecnico da svolgere, soprattutto da atleti che necessariamente hanno bisogno di esercitarsi nei salti, nei lanci e sugli ostacoli, nel pieno della stagione agonistica, con impegni per alcuni di loro anche in ambito nazionale”.

Problemi anche per il tradizionale Campus estivo “che intrattiene centinaia di bambini e ragazzi di Viterbo, organizzato dalla società giovanile di Viterbo, momentaneamente spostato nel campo della società di Rugby, potrebbe a momenti chiudere, qualora la notizia della prossima ristrutturazione degli spogliatoi dell’impianto fosse reale”.

Misuraca lancia “un appello accorato al Sindaco Michelini ed all’assessore Ricci di accelerare il più possibile questi ultimi lavori”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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