Astorre (Pd): "Civita è il simbolo del borgo che rinasce grazie all'arte e alla bellezza"
SEMINARIO DEL PD SUL JOBS ACT
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ROMA - “La candidatura del borgo del viterbese – continua Astorre – è il frutto di un’attenzione particolare alle piccole comunità della nostra regione. E dimostra ancora una volta che l’arte e la bellezza – conclude – sono una leva più che mai determinante per lo sviluppo sostenibile del territorio”.

ROMA – “Civita di Bagnoregio è il simbolo del borgo che resiste allo spopolamento e all’abbandono, la rappresentazione di quella ‘città incantata’ che rinasce grazie all’arte e alla bellezza.

La concreta possibilità che possa diventare patrimonio mondiale dell’Unesco è un’emozione per tutto il Lazio”.

E’ quanto scrive in una nota il segretario del Pd Lazio, senatore Bruno Astorre, in merito all’approvazione da parte del consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l’Unesco di Civita di Bagnoregio come candidatura italiana da presentare all’esame del Comitato del Patrimonio Mondiale nel 2022.

“La candidatura del borgo del viterbese – continua Astorre – è il frutto di un’attenzione particolare alle piccole comunità della nostra regione. E dimostra ancora una volta che l’arte e la bellezza – conclude – sono una leva più che mai determinante per lo sviluppo sostenibile del territorio”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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