Assotuscania:“Fotovoltaico a Pianaccio di Montebello, va fermata questa aggressione indiscriminata del territorio”
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TUSCANIA - Assotuscania si schiera con il sindaco Bartolacci contro l'autorizzazione della Regione Lazio.

TUSCANIA – Assotuscania si schiera con il sindaco Bartolacci contro l’autorizzazione della Regione Lazio. Questo il comunicato dell’ associazione:

La Regione Lazio continua a consentire imperterrita una speculazione senza limiti né regole che ha già stravolto il volto della Tuscia, con una aggressione senza sosta al territorio, al paesaggio agrario, al patrimonio naturalistico, archeologico, storico e culturale.

Il 19 dicembre scorso ha infatti rilasciato l’autorizzazione per l’impianto fotovoltaico in località Pianaccio di Montebello di circa 65 ettari (39 MWp) della società Società Solar Italy I1 S.r.l.

Di nuovo preso di mira un territorio di pregio paesaggistico e con attività agricole di alta qualità, imprese innovative che tutto stanno investendo su un futuro sostenibile e su una crescita armoniosa di economia, natura e cultura.

Alla Regione Lazio non sono bastate l’opposizione del Mibac, il parere negativo dell’amministrazione comunale, la delibera 52 del dicembre 2018, votata all’unanimità dall’intero consiglio comunale di Tuscania al fine di mettere sotto urgente e immediata tutela almeno una parte del territorio comunale, interamente minacciato.

Alla Regione Lazio non interessa l’opposizione di tutte le principali associazioni ambientaliste e delle associazioni di categoria del settore agricolo che hanno più volte espresso la propria preoccupazione e la ferma opposizione al piano, nei fatti ora totalmente esplicito, che mira a trasformare la Tuscia e in particolare Tuscania nella nuova “Arizona” delle rinnovabili, sottraendo aree a primarie produzioni agricole di pregio.

In aggiunta al mega impianto di Pian di Vico con i suoi quasi 250 ettari e a quanto già preesistente, l’ammontare delle richieste di autorizzazione per impianti fotovoltaici a terra attualmente presentate in Regione per la sola provincia di Viterbo ammontano a oltre 1359 MWp, cioè quasi 2.300 ettari.

Queste le cifre esplosive sul consumo di suolo che offrono uno scenario di devastazione, già in parte attuato e sotto gli occhi di tutti, basta vedere quanto realizzato sul territorio di Montalto di Castro.

Assotuscania si schiera con decisione contro queste autorizzazioni e riafferma la piu’ totale contrarietà alla proliferazione degli impianti industriali di energie in zone agricole produttive e di alto pregio.

Registriamo con fiducia la presa di posizione del sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci che ha annunciato a mezzo stampa la decisione di ricorrere al Tar per l’impianto di Pianaccio di Montebello e preannunciamo il nostro appoggio ad ogni azione mirata a fermare questa indiscriminata aggressione, in spregio alla volontà espressa dai cittadini e dalle amministrazioni locali.

Al tempo stesso chiamiamo tutte le associazioni ambientaliste e di categoria alla vigilanza e alla mobilitazione in difesa del paesaggio, in difesa dell’agricoltura e dell’identità dei nostri territori”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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