Associazioni e imprenditori scendono in campo: nasce San Pellegrino in Festa
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VITERBO - Una roba nata dall'incontro di due pianeti: quello della Pro Loco di Viterbo e di Tetraedro. Poi il magnetismo è stato così grande che tante altre realtà sono andate a sommarsi e l'elenco dei volontari da spendere sull'altare dell'evento sarebbe diventato davvero corposo.

VITERBO – In natura il vuoto non esiste e probabilmente neanche nel pianeta di San Pellegrino in Fiore. Tanto che nel momento in cui Palazzo dei Priori avrebbe alzato le mani, tempi stretti e poche risorse economiche (le solite da decenni), associazioni e imprenditori del centro storico hanno fatto un passo avanti. 

Dal tramonto di San Pellegrino o Viterbo in fiore è nato dunque un nuovo sole: San Pellegrino in Festa. Una roba nata dall’incontro di due pianeti: quello della Pro Loco di Viterbo e di Tetraedro. Poi il magnetismo è stato così grande che tante altre realtà sono andate a sommarsi e l’elenco dei volontari da spendere sull’altare dell’evento sarebbe diventato davvero corposo. 

Tanto che anche Palazzo dei Priori sarebbe stato risucchiato e strappato dal buco nero nel quale rischiava d’infilarsi. Così tanto che è sul tavolo un imminente incontro tra queste realtà positive e l’amministrazione comunale. Luogo, data e ora ancora non fissate ma lo spazio-tempo sarà presto reso noto. Passi in avanti registrati anche da parte di diversi vivaisti cittadini. Certo Viterbo non è Pistoia ma qualche “pistoiese” c’è. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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