Associazione Sindacale Professionisti Militari, cinque viterbesi entrano nel congresso regionale del Lazio
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ROMA - Lunedì 20 maggio 2024 è stata una data storica per ASPMI, in quanto si è tenuto il primo Congresso Regionale del Lazio, importante affermazione sul panorama nazionale, nello specifico nell’area centrale del Paese.

ROMA – Lunedì 20 maggio 2024 è stata una data storica per ASPMI, in quanto si è tenuto il primo Congresso Regionale del Lazio, importante affermazione sul panorama nazionale, nello specifico nell’area centrale del Paese.

Nominata al vertice, come Segretario Regionale Lazio, Giorgia Mastropietro che sarà affiancata dal Segretario Regionale aggiunto, Gabriele Ciofi. Nella Segreteria Regionale, oltre a Celeste De Carlo, Marco Migliaccio, Paolo Piredda, Domenico Russo, Luigi Vitiello, spiccano i nomi di ben tre persone residenti nel viterbese: Luigi Barbato, Costantino Intrevado ed Antonio Leonetti.

A completamento nel Direttivo Regionale Lazio, sono stati nominati: Francesco Bilotta, Pietro Bottino, Paolo Caiazzo, Francesco D’Orazio, Simona Fiderio, Michele Galluccio, Vincenzo Macrì, Luigi Orsini, Alessandro Paolucci, Antonino Pennisi, Elisa Regna, Anna Rosano ed i viterbesi Paola Monti e Vincenzo Vozza.

“Questi contribuiranno a rafforzare la presenza di ASPMI sul territorio nazionale, regionale e
specificatamente nella Tuscia, permettendoci di mantenere un contatto diretto e costante con i nostri tesserati. Obiettivo unico per tutti è rispondere alle esigenze ed alle sfide locali, garantendo un supporto continuo e qualificato.

La nomina dei nuovi dirigenti regionali, rappresenta solo il primo passo di un progetto più ampio, volto alla costruzione di una struttura organizzativa solida e rappresentativa su scala nazionale. Rinnoviamo così il nostro impegno a lavorare con determinazione e dedizione per tutelare e promuovere gli interessi dei professionisti militari, assicurandovi ogni giorno una voce autorevole e incisiva nelle sedi decisionali.

Per una crescita continua e professionale, invitiamo quindi tutti i colleghi ad iscriversi al Sindacato per far sì che la nostra comunità possa crescere a livello provinciale e cittadino, soprattutto nella città di Viterbo, città storicamente militare con la presenza di vari Reparti di eccellenza sul territorio della Tuscia”. Così in una nota dell’associazione sindacale. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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