Associazione Kyanos - Lettera aperta al dottor Masotti
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VITERBO – Il direttivo dell’ associazione Kyanos risponde con una lettera aperta al giornalista in merito ad un articolo pubblicato nella giornata di ieri.

VITERBO – Il direttivo dell’ associazione Kyanos risponde con una lettera aperta al giornalista in merito ad un articolo pubblicato nella giornata di ieri.

 Gentile dottor Masotti, in riferimento al suo articolo, che cito testualmente di seguito, l’associazione Kyanos intende fare alcune precisazioni

“Anche e soprattutto di quelle ragazze che, domani pomeriggio, manifestando contro di noi perché – influenzate ad arte – non hanno capito che siamo tutt’ altro che dalla parte dei violenti e dei prevaricatori, ma difendiamo in tutto e per tutto la dignità femminile troppo spesso offesa e frantumata”.

Influenzate da chi? Chi le dà l’ autorevolezza di esprimere una simile opinione?

Lei si permette di offendere e giudicare, di denigrare…

Il suo messaggio è chiaro: “un gruppo di donne non è in grado di organizzarsi senza essere pilotate, non è in grado di avere una propria opinione”.

Un’opinione, dunque, non è degna di essere presa in considerazione, se contraria a quella espressa da una fantomatica lettera, non firmata, in cui una donna sente il bisogno di qualificarsi come “di sinistra” per conferire credibilità alla sua opinione, facendone una questione politica.

Il vostro “modo di essere” non ha prodotto nessuna “grande premura” nel mettervi “in contatto con l’associazione Kyanos, nel nome della Presidente Marta Nori, per poterci confrontare con lei e spiegare le motivazioni reali che ci hanno portato alla decisione di pubblicare la lettera in questione” .

Gentile dottor Masotti, se lo lasci dire… La toppa è peggiore del buco”.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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