Assenteismo in consiglio, il M5S chiede provvedimenti immediati
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Gli Stati Generali La Fune
I pentastellati di Viterbo attaccano duramente i consiglieri assenteisti, ricordando che senza giustificazione ci potrebbe essere la decadenza

Il Movimento 5 Stelle di Viterbo torna alla carica e questa volta lo fa contro i consiglieri assenteisti, citando un dialogo del film “Ecce Bombo” di Nanni Moretti. “No veramente non mi va, ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no…ah no: se si balla non vengo. No, no…allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”.

“Chissà – dicono poi i pentastellati – se i nove consiglieri sotto verifica per assenteismo abbiano visto il famoso film di Nanni Moretti, “Ecce bombo” e, come il protagonista, per farsi “notare di più”, non siano andati più e più volte in consiglio comunale, oppure la scelta sia stata meno narcisista e più di mera tattica politica? Fatto sta che ora potrebbero anche rischiare grosso, grazie al Movimento 5 Stelle che ha più volte sollevato il problema, nell’ultimo consiglio comunale il presidente Ciorba ha infatti preteso che i consiglieri “assenteisti” portino la giustificazione e, se non sarà più che valida, si potrebbe arrivare a discutere la loro decadenza”.

“Le assenze per le quali abbiamo chiesto ed ottenuto una verifica si riferiscono al 2015. La regola prevede che 5 assenze continue o 8 nell’anno ingiusticate portino alla procedura, ma proprio qui sta la questione: cosa significa, in questo contesto, l’aggettivo giustificate? A nostro avviso il mandato elettorale è una cosa seria: le assenze non devono essere solo giustificate ma evitate al meglio delle proprie possibilità, anche, e non solo, per dare un ‘esempio positivo’ ai cittadini che hanno espresso a loro tempo una preferenza e in un contesto mediatico che spesso ci ricorda come ‘furbetti del cartellino’ prosperino i molti ambienti”.

“La Democrazia – dice il M5S di Viterbo – ci è sempre sembrata una cosa seria, da rispettare ed onorare tramite partecipazione e non colpevole assenza,riflessione ancor più attuale in un giorno come il 25 Aprile. Altri sembrano però pensarla diversamente, rivendicando il proprio diritto all’assenteismo da un consiglio in cui solitamente si discutono cose inutili (come recentemente evidenziato ad esempio da Filippo Rossi su social network)”.

“Certo che a volte il destino può essere particolarmente beffardo: se è vero infatti che un complottista potrebbe ritenere alcune delle assenze come strategicamente studiate per evitare la discussione di un argomento tanto, troppo spinoso, quale la decadenza del Consigliere Moltoni, è altrettanto vero che ora, quasi per una ironica legge del contrappasso, così facendo i consiglieri rischiano di veder discussa la propria”.

“Chi di decadenza ferisce di decadenza perisce (o almeno traballa), verrebbe da commentare. Già, ma che fine ha fatto la decadenza di Moltoni che doveva essere discussa nell’ultimo consiglio? Voi ci avete capito qualcosa? Ancora una volta – condludono – le assenze sono state protagoniste e noi, il poco che abbiamo capito, proveremo a spiegarvelo nella prossima puntata di questa tragicomica commedia degna del miglior Moliere”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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