Assenteismo e truffe per 1,3 milioni di euro all'Asl. 23 persone indagate per vari reati
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I provvedimenti emessi dalla procura della Repubblica arrivano a conclusione di un’indagine che vede coinvolti medici, infermieri e ausiliari in servizio all’Ospedale Belcolle di Viterbo.

Assenteismo all’Asl di Viterbo: in arrivo 23 avvisi di garanzia per falso e truffa. In arrivo anche misure cautelari di sospensione dal servizio. I provvedimenti emessi dalla procura della Repubblica arrivano a conclusione di un’indagine che vede coinvolti medici, infermieri e ausiliari in servizio all’Ospedale Belcolle di Viterb.

Qui il video degli assenteisti.

Le indagini, tramite pedinamenti prima e videosorveglianza, poi, ha portato all’evidenziazione dei comportamenti irregolari. Alla base delle truffa ci sarebbero anche attestazioni non regolari. “Le principali irregolarità – scrive la Guardia di Finanza – riguardano le timbrature dei cartellini, con successivo allontanamento, di dipendenti e dirigenti, ovvero la vidimazione effettuata da altra persona, in spregio alla legge e ai regolamenti di servizio interno”.

In pratica alcuni dipendenti si adoperavano per coprire altri colleghi che restavano a casa o si dedicavano ad altri impegni pur risultando regolarmente sul posto di lavoro. Alcuni facevano spesa, altri andavano addirittura a seguire recite di Natale. “12 indagati – ancora la GdF – tra medici e infermieri, hanno indebitamente percepito indennità accessorie allo stipendio per prestazioni domiciliari effettuate in giorni di assenza dal lavoro, oppure gonfiate nella quantità del servizio reso, ovvero effettuate, ma rendicontate anche a favore di terzi che non avevano partecipato all’intervento domiciliare, per un importo complessivo pari a 1,3 milioni di euro”.

Gli accertamenti sono avvenuti in contatto con la direzione generale della Asl di Viterbo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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