Piano Asl, la sfida è ottenere la Dea di secondo livello per l'ospedale di Belcolle
Piano Asl, la sfida è ottenere la Dea di secondo livello per l’ospedale di Belcolle
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Il commissario Asl Luigi Macchitella ha presentato il piano aziendale all'assemblea dei sindaci. Il voto sul documento d'approvazione è slittato a lunedì alla 12, all'interno dell'atto interessanti novità.

Belcolle Dea di secondo livello? Questa la sfida lanciata dal commissario Asl Luigi Macchitella durante la presentazione dell’atto aziendale all’assemblea dei sindaci di questo venerdì pomeriggio. Per centrare l’obiettivo è però necessario un percorso virtuoso, e il piano vuole tracciare la strada.

Diventare Dea di secondo livello sarebbe per l’ospedale viterbese un importante salto di qualità, perché significherebbe essere punto di riferimento d’eccellenza di un’area vasta. La normativa prevede almeno 600mila abitanti, un numero che potenzialmente c’è se si considera il territorio che va da Rieti a Civitavecchia.

L’atto aziendale presentato ai sindaci prevede la distinzione dell’intero sistema Asl della Tuscia in 63 unità operative complesse e 86 semplici. Si perderanno cinque primari. Una rete di strutture divisa in tre distretti e un Belcolle potenziato entro il 2015, anche grazie al completamento del blocco A3 (tranne gli ultimi due piani dello stesso, per completare i quali servirebbero altri soldi dalla Regione). Le strutture sanitarie attive sul territorio, ma periferiche, dovranno essere trasformate in “case della salute”. Capaci di dare prime risposte e assistenza ai residenti di riferimento.

Più informatizzazione e digitalizzazione, per permettere lo scambio rapido di cartelle cliniche e altri dati. Persino una rete a banda larga per trasmettere le lastre o altri tipi d’esame da un punto all’altro del sistema Asl.

La presentazione del piano all’assemblea dei sindaci, chiamata a esprimersi nel merito, tenutasi venerdì pomeriggio non ha portato frutti. A Palazzo dei Priori si è innescato uno dei classici valzer della politica, fatto di contrapposizioni tecnicistiche. Macchitella è arrivato all’assemblea per chiedere un voto ai sindaci, di approvazione o di stroncatura, nel pomeriggio stesso. Il commissario infatti ha più volte ribadito, senza minimo tentennamento, che lunedì alle 17 quel documento sarà sui tavoli della Regione Lazio.

Per i sindaci del centrodestra una specie di atto d’imperio. A più riprese infatti, soprattutto Paolo Equitani (Bolsena) e Sandrino Aquilani (Vetralla) hanno chiesto dieci giorni di tempo per portare il documento alla discussione nei propri consigli comunali. Convinti dell’inutilità del passaggio e del valore strumentale della richiesta diversi sindaci di centrosinistra: su tutti Mauro Mazzola (Tarquinia) e Lucia Catanesi (Marta). Una terza via, qualche ora di riflessione e voto nella mattinata di lunedì, è stata aperta da Angelo Cappelli (Capranica). L’assemblea, dopo una sospensione di cinque minuti, ha deciso di riaggiornarsi lunedì mattina alle 12 per il voto.

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