
VITERBO – C’è una qualche idea nella mente di Raffaele Ascenzi che guarda alla possibilità di disegnare un nuovo “campanile che cammina”.
Ufficialmente ne ha messe al mondo tre: Ali di Luce, Speranza e Gloria. Di queste due sono diventate realtà, una è rimasta su carta. Quello di Raffaele Ascenzi e le Macchine di Santa Rosa è un legame profondo, un solco scavato nell’essenza di questo architetto che è stato anche Facchino.
Le conosce, sa quello che i cavalieri di Rosa vogliono e quando le sue Macchine sono state scelte ha saputo emozionare davvero la città. Con Ali di Luce è riuscito ad aprire una prospettiva in rottura con la tradizione. Con Gloria ha toccato l’anima di tutti. In questi anni di Trasporto mai abbiamo sentito mezza parola mettere in dubbio le qualità estetiche, filosofiche e di portabilità della stessa.
Non saremmo sorpresi se vedessimo parlare nel futuro di Gloria come “Macchina perfetta”, al fianco di Volo d’Angeli. E mentre il lockdown nega quella che doveva essere l’ultimo Trasporto della bella creatura dell’architetto facchino lo stesso fa una confessione: “Durante i mesi chiuso in casa mi sono dilettato nello studiare un nuovo programma e ho ridisegnato Ali di Luce in tre dimensioni. Mentre lo facevo mi sono arrivate suggestioni nuove ed è presto per dirlo ma potrebbe nascere una nuova visione di Macchina”.
Poche parole che già accendono curiosità e che proiettano nella normalità di un nuovo concorso d’idee tutto da vivere, con l’incubo del Covid-19 finalmente alle spalle.


















