Ascensori di Faul, slitta il trasferimento a Francigena
Valle-Faul
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Siamo così sicuri che Francigena abbia il personale per assicurare i servizi aggiuntivi richiesti dal trasferimento degli ascensori? Questa è una domanda che ci poniamo alla luce di quanto accaduto ieri, con il rinvio dell'approvazione della delibera.

Ieri doveva essere il giorno del trasferimento degli ascensori di Valle Faul alla società partecipata Francigena. Per completare l’azione la giunta doveva fare un qualcosa di semplice: approvare l’apposita delibera che contiene il provvedimento e portata in discussione ieri mattina.

Era l’unica e non è stata approvata, si è preferito rinviare. Un rinvio che qualche punto interrogativo lo pone. Semplice voglia di rinviare? Difficile. “C’era qualche punto da sistemare”, ha dichiarato il sindaco Leonardo Michelini. Una frase che non dice molto, sibillina ma che ci fa pensare che forse ci sono dei problemi tra Comune e società nel trovare un accordo.

Siamo così sicuri che Francigena abbia il personale per assicurare i servizi aggiuntivi richiesti dal trasferimento degli ascensori? Questa per esempio è la prima domanda che ci viene in mente. Comunque la partita dell’entrata in funzione degli ascensori difficilmente si chiuderà nei tempi annunciati: inizio di San Pellegrino in Fiore.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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